Adriano Panatta in diretta tivù: «Ho il Covid e sono in quarantena, ma sto bene»

Adriano Panatta

La trasmissione su Raidue in collegamento da casa del campione di tennis. Intanto in tutta la provincia l’epidemia rallenta ma a ritmo molto contenuto

TREVISO. L’annuncio è arrivato in diretta tivù su Raidue, poco dopo l’ora di pranzo di domenica: «Anch’io sono positivo al coronavirus». E un’altra leggenda dello sport si aggiunge alla nutrita lista di campioni ed ex campioni contagiati dal Covid. Stavolta si tratta di Adriano Panatta, trevigiano d’adozione, atteso come ospite a “Quelli che il calcio” ieri pomeriggio ma collegato da casa per dire, appunto, che la positività lo aveva costretto a rinunciare alla presenza in studio.

Panatta ha rassicurato tutti spiegando di non avere, al momento, grossi sintomi, resterà in isolamento domiciliare nell’attesa di negativizzarsi. Tantissimi i messaggi di solidarietà da parte del mondo dello sport e dello spettacolo. L’ex tennista è uno dei 75.140 trevigiani risultati positivi al tampone: il dato è di ieri sera, e registra rispetto al giorno prima un incremento di 116 unità.

La situazione

L’andamento dell’epidemia in provincia di Treviso registra una frenata, ma meno consistente di quanti ci si aspettasse, soprattutto dopo il periodo di zona rossa. Tanto che ieri il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, si è detto «preoccupato», perché «ci sono pochi segnali di miglioramento soprattutto per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri». Ma andiamo con ordine. Il numero dei nuovi contagi rimane basso, da quattro giorni sotto le duecento unità. Ma da una settimana sono riaperte le scuole, e le classi in quarantena (cioè con almeno due casi di Covid al loro interno) crescono alla media di una al giorno. I segnali per una recrudescenza del virus, quindi, ci sono, anche se la campagna vaccinale sta funzionando da argine soprattutto per le fasce di popolazione più a rischio, cioè gli over 80, ospiti e operatori delle Rsa, personale medico. E funziona anche come argine alla mortalità, mettendo al sicuro i più fragili: ieri si è registrato soltanto un altro decesso per Covid, portando il totale dall’inizio dell’emergenza in provincia di Treviso a quota 1.725. I guariti, in compenso, sfiorano i 70 mila: sono 69.999. Stabile la situazione negli ospedali. Ieri sera c’erano 304 persone ricoverate negli ospedali della provincia di Treviso, di cui 40 in terapia intensiva (in leggero calo le aree non critiche, stabili le terapie intensive). Ciò che preoccupa l’azienda sanitaria, tuttavia, è la saturazione delle terapie semintensive, dove il “turnover” tra ingressi e dimissioni è assai più lento rispetto alla prima ondata dell’epidemia.

Ricoveri al limite

«Purtroppo abbiamo diverse persone giovani che rimangono ricoverate in semintensiva per un tempo piuttosto lungo, in questo modo non riusciamo a dimettere velocemente e a trovare letti liberi in tempi più rapidi» commenta il direttore Benazzi.

«Sono preoccupato, vuol dire che alcuni pazienti arrivano e peggiorano. In terapia intensiva abbiamo ancora dei posti liberi a Treviso e diversi (una decina di liberi) a Vittorio Veneto. Ma i tempi per le dimissioni sono lunghi. La media è di 15-20 giorni in terapia semintensiva, prima era di 7-10 giorni durante la prima ondata. Tra di loro ci sono molti giovani, 45enni e 50 anni, ci vuole tanto tempo per le dimissioni, anche se per fortuna si tratta di soggetti che poi guariscono». —



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