Lotta al Coronavirus, tre scuole sentinella in provincia di Treviso: genitori d’accordo sui test in classe

Come combattere lo spettro-virus in aula? La ripartenza della scuola si lega a doppio filo alla riproposizione del progetto regionale fondato su screening periodici a studenti, docenti e Ata. Il progetto coinvolge Da Vinci e Fermi-Giorgi a Treviso e il Galilei a Conegliano 

TREVISO. Come combattere lo spettro-virus in aula? La ripartenza della scuola si lega a doppio filo alla riproposizione del progetto regionale delle “scuole sentinella”, fondato su screening periodici a studenti, docenti e Ata: coinvolto pure il liceo Da Vinci, che dalle famiglie ha già raccolto i moduli di consenso.

«Un progetto che renderà l’ambiente scolastico relativamente sicuro, fornendo utili indicazioni per portare a termine l’anno», sottolinea il provveditore Barbara Sardella. Il varo dell’operazione risale a due mesi fa: gli istituti coinvolti s’erano attivati, distribuendo alle famiglie i moduli per il via libera ai test. Poi la zona rossa aveva congelato tutto e il progetto firmato Regione e Ufficio Scolastico Regionale s’era interrotto prim’ancora di cominciare.

Ora però si riparte: il Da Vinci è stato contattato dall’Ulss poco prima di Pasqua, al liceo di viale Europa stanno verificando in queste ore il numero degli alunni che hanno dato parere favorevole. I tamponi si dovrebbero effettuare direttamente a scuola, coinvolgendo un campione significativo.

Designati pochi istituti in ciascuna provincia: le altre superiori trevigiane dovrebbero essere Fermi-Giorgi di Treviso e Galilei di Conegliano. «Siamo pronti, aspettiamo che l’Ulss ci comunichi la data dei test», esordisce Mario Dalle Carbonare, preside del Da Vinci, «I moduli erano stati già raccolti: stavamo per partire a metà marzo, ma poi è stata imposta la Dad totale. Il monitoraggio potrà darci più sicurezza, fornendo una mappatura ad ampio spettro. Un esperimento che dovrebbe aiutare a scovare gli asintomatici e a far capire come si muovono i contagi».

Intanto è andato agli archivi il secondo giorno dell’ennesima ripartenza della scuola. E, sul piano del trasporto, la situazione non s'è modificata di molto: «Qualche studente in più rispetto a mercoledì, ma il servizio resta sovradimensionato», spiega Giacomo Colladon, presidente Mobilità di Marca, «A Treviso il riempimento s’attestava al 35%, i numeri sono sempre bassi. A Castelfranco, viceversa, siamo vicini al 50%».

Gli abbonamenti mensili avanzano alla chetichella, ieri se ne contavano 12 mila (contro i 20 mila di febbraio). «Vedremo come andrà da lunedì», prosegue, «Forse le famiglie non si sentono sicure, temono altri “apri e chiudi” e preferiscono attendere: comprensibile. Già fra febbraio e marzo, ad ogni modo, avevano notato che non c’era continuità nel numero degli utenti per via delle rotazioni delle classi».

Ma è interessante interpellare pure i presidi, chiedendo come abbiano trovato i ragazzi dopo l’ennesimo stop: «Ho percepito tanta stanchezza per la Dad», osserva Renata Moretti, dirigente del Besta, «Erano desiderosi di tornare, specie quelli di quinta. Il protrarsi delle videolezioni stava un po’ corrodendo i rapporti. In zona rossa, ma solo per piccoli gruppi, avevamo comunque garantito i laboratori in presenza di grafica». —

Mattia Toffoletto
 

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