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Insegnante aggredita dai ladri a Follina: «Terrorizzata, ma li perdono»

Franca Falcade racconta quanto successo la notte di Pasqua

La notte di Pasqua Franca Falcade si è trovata a tu per tu con quattro banditi: «Sono scappati dopo le urla e l’arrivo della mia amica dall’altra camera»

FOLLINA. «Una brutta esperienza. Ora dormo con la luce accesa». Franca Falcade, 66enne insegnante in pensione di Farrò che nella notte di Pasqua è stata vittima, assieme ad un’amica 61enne di origine ucraina, di un tentativo di rapina in casa, mantiene il suo modo di fare mite e gentile. In volto però è facile leggerle quegli attimi di paura. I fatti sono avvenuti tra l’una e le due nella notte tra sabato e la domenica di Pasqua. Lei e l'amica che l’aiuta in casa stavano dormendo tranquillamente in stanze separate.

«SVEGLIATA DA UN FRASTUONO»

«Ad un certo punto - racconta Franca Falcade - ho sentito un gran botto e mi sono svegliata di soprassalto. Mi sono trovata circondata da questo gruppo, composto da giovani, ragazzi, credo stranieri». Non le è chiaro, per via della concitazione e della paura in quegli attimi, se i malviventi fossero tre o quattro. «Ho urlato fortissimo, con tutte le forze che avevo - continua l’ex insegnante nella sua ricostruzione - al che la mia amica si è svegliata e si è alzata per venire in mio soccorso, ma a quel punto è stata colpita con uno schiaffo al volto. Subito dopo, quello che, presumo, era il capobanda, con un accento dell’Est ha ordinato agli altri che era ora di andare». È probabile che le urla della donna abbiano allarmato i malviventi per il possibile arrivo di altri soccorsi, inducendoli a non rischiare e ad andarsene senza portare via nulla. Dopo questi attimi di terrore la donna ha contattato le forze dell’ordine, è intervenuta una gazzella dei carabinieri dalla stazione di Pieve di Soligo. Sul posto anche l’ambulanza del Suem 118. Il personale sanitario ha accertato che le due donne stessero bene. Benché sotto shock sono risultate illese, per cui non c’è stato alcun bisogno di ricovero. «Ora vivo nella paura e vado a dormire lasciando le luci accese delle stanze». «Da ex insegnante affezionata ai giovani sono molto dispiaciuta che dei ragazzi abbiano commesso un gesto del genere», spiega.

ASPETTI DA CHIARIRE

Ma aggiunge: «Ci tengo a far sapere loro che, comunque, li perdono» conclude Franca Falcade. Restano alcuni nodi da sciogliere in una vicenda che, pur conclusasi con un grande spavento e danni minimi, lascia delle note d’ombra. Rimane infatti da chiarire da dove la banda sia riuscita a penetrare in casa, se forzando la porta sull’ingresso principale (questa l’ipotesi della vittima) o se per altre vie, in quanto i leggeri segni trovati sugli infissi non sembrano i classici danni da effrazione. Le indagini da parte dei carabinieri, comunque, procedono senza sosta, nella speranza che porti all’identificazione dei colpevoli, come si augura il sindaco di Follina, Mario Collet. Accertamenti in corso anche sulla posizione della donna ucraina che convive con l’insegnante da qualche tempo, dandole una mano nelle faccende domestiche.

COLLET: «FATTO MOLTO GRAVE»

«Quanto accaduto è di una gravità assoluta e spero venga fatta chiarezza al più presto. A nome dell’amministrazione comunale esprimo la mia disponibilità a sostenere la signora Franca. Tutte le informazioni sono state inviate anche alla nostra assistente sociale per accertare la situazione, e capire se possa esserci bisogno del nostro aiuto» conclude Collet. Le due donne potrebbero essere sentite di nuovo dagli inquirenti nei prossimi giorni, per un caso che, molto probabilmente, porterà ulteriori sviluppi. —

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