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Perde quasi 2000 euro con la truffa degli sms: «Io tradito dalla banca»

Lo sfogo di un anziano di Preganziol raggirato: «Protezione insufficiente». Replica il Gruppo Intesa: «Nessuna violazione del sistema»

PREGANZIOL. La truffa dei finti sms colpisce ancora. Continuano i casi di anziani derubati a distanza dopo aver ricevuto una comunicazione al cellulare che avverte l’ignaro utente di artificiosi movimenti sospetti sul conto corrente. Si tratta di una trappola, ma abbastanza ben congegnata da convincere, spesso, i soggetti meno esperti ad aprire link ingannevoli e a interagire al telefono con il truffatore, che si spaccia per addetto della banca, fornendo così codici autorizzativi e password. E il conto, oppure la carta prepagata, si svuotano in tempi rapidissimi.

A denunciare l’ennesimo caso, è un nostro lettore, il signor Vincenzo Quaggio, classe ’41, residente a Preganziol. La truffa ha inizio alle 18.11 di giovedì 11 febbraio: «Mi è stato detto che la mia carta di credito era stata bloccata per un tentativo di frode» spiega.

Invece la frode, quella vera, era appena iniziata. Il giorno dopo, prima che l’uomo riuscisse a bloccare la carta recandosi nella filiale di Frescada, di Banca Intesa San Paolo, verranno effettuati nel Lazio tre acquisti per un valore complessivo di 1766,93. I tentativi di recuperare quella somma, con modulo di disconoscimento, non sono andati a buon fine. La brutta disavventura del signor Quaggio, è l’ultima di una lunga serie di episodi simili segnalati in provincia e in regione, che nelle scorse settimane sono stati segnalati dall’Adico.


C’è chi è arrivato a perdere fino a 10 mila euro. «Mi sento indignato e derubato» commenta il nostro lettore «penso che la mia banca debba fare di più. Paghiamo canoni mensili proprio per mettere al sicuro i nostri soldi: la protezione da hacker, delinquenti e truffatori dovrebbe essere più efficace».

Intesa San Paolo, da parte sua, ribadisce l’allerta a tutti i propri clienti a non fornire mai codici e password a terzi: «Siamo dispiaciuti di quanto accaduto» scrivono in una lunga nota di risposta «si tratta di una frode informatica di cui Intesa Sanpaolo non è in alcun modo responsabile, non essendo stati violati i sistemi di sicurezza della Banca. Le operazioni oggetto della truffa sono state disposte previa immissione delle corrette credenziali affidate alla custodia esclusiva del cliente, presumibilmente carpite secondo le modalità del fenomeno fraudolento genericamente denominato phishing.

Attraverso campagne informative alla clientela a anche attraverso specifiche sezioni del proprio sito, Intesa Sanpaolo invita a non fornire in alcuna circostanza informazioni o dati personali che potrebbero essere utilizzati in modo fraudolento». 

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