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Il provveditore trevigiano: «Maturità, prof a rischio per i richiami»

Il provveditore agli sudi della Marca, Barbara Sardella

La dirigente dell’ufficio scolastico teme gli effetti collaterali della vaccinazione. «Chiedo all’Ulss 2 una corsia preferenziale per tutti i commissari d’esame»

TREVISO. «Sarebbe drammatico ritrovarci con docenti assenti alla Maturità. Ho segnalato il problema all’Ulss: chiedo priorità per chi sarà impegnato negli esami». Il provveditore Barbara Sardella non fa giri di parole in merito alla somministrazione della seconda dose del vaccino Astrazeneca per insegnanti e personale scolastico.

Il suo appello all’azienda sanitaria è dettato dal timore che l’inoculazione possa cozzare, almeno per una parte dei docenti (la prima tornata di vaccinazioni era coincisa con il weekend del 20-21 febbraio, poi si è proseguito a marzo), con metà giugno, quindi con lo svolgimento della Maturità.

Una tempistica originata dall’intervallo - 12 settimane - raccomandato fra la prima e seconda dose del vaccino anglo-svedese. Una tempistica che però - se fosse tale - potrebbe avere un impatto pesante sull’effettuazione degli orali, ricordando i numerosi forfait fra i docenti imposti dagli effetti collaterali (febbre a 38-39 per alcuni) seguiti alla prima iniezione.


«Non vorremmo ripetere quel “famigerato” lunedì di febbraio (il 22, ndr), quando all’indomani della vaccinazione si contarono tante assenze», rimarca Sardella «Un conto sono le lezioni di una mattina, un altro la riproposizione del problema nei giorni degli esami. Già ogni anno c’è difficoltà a reperire i presidenti di commissione, se poi ci aggiungiamo il richiamo del vaccino per gli insegnanti… No, per la Maturità una situazione così non è possibile. Ci siamo confrontati fra provveditori, ho sottoposto la questione all’azienda sanitaria e attendo una risposta».

Dopo le svariate assenze (con asili chiusi e uscite anticipate per talune classi) di lunedì 22 febbraio, le successive tornate vaccinali degli insegnanti furono collocate al sabato, onde evitare spiacevoli remake. Ora l’attenzione si sposta sul rischio concomitanza fra seconde dosi ed esami: gli orali - niente scritti come nel 2020 - scatteranno dal 16 giugno, ma le commissioni dovranno insediarsi il giorno precedente.

Così la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale fa una proposta all’Ulss: «Chiedo date diverse e precedenza a chi sarà commissario alla Maturità. Non so se tecnicamente sia possibile, ma nella registrazione della prenotazione sarebbe utile poter indicare l’impegno o meno in sede d’esame. Gestire una Maturità non è uno scherzo, non possiamo fare i conti con assenze impreviste».

Mercoledì intanto è ripresa la didattica in presenza dagli asili alle superiori, ma 20 classi - 12 (più altre tre in monitoraggio) del secondo ciclo - si sono trovate in quarantena ancor prima di cominciare. Contagi legati ai laboratori e ai gruppi classe creati per gli alunni Bes. «Sono stupita, speriamo serva da monito», aggiunge il provveditore. Che poi si rivolge agli studenti: «Comportatevi bene e rispettate le regole. La speranza è che sia un ritorno in classe definitivo».

Qualche preside confida in un innalzamento della percentuale di didattica in presenza per le ultime settimane: «Credo sia già un risultato chiudere l’anno al 50%. Alzare la percentuale significherebbe modificare il piano del trasporto. E la soluzione del 50%, fino all’ultima interruzione, si era dimostrata ideale sotto vari punti di vista». —



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