Trevigiani rispettosi, raffica di controlli ant Covid, 40 multe ma la città è rimasta deserta

Duecento carabinieri sparsi sul territorio, dieci sanzioni per un pic-nic sul Piave. Verifiche della polizia locale del capoluogo: poche persone in centro e sulle mura

TREVISO. Duecento carabinieri sparsi su tutto il territorio della Marca, due automobilisti denunciati per guida in stato d’ebbrezza, un arresto per ordine di carcerazione, 500 persone controllate e 40 multate per il mancato rispetto delle norme previste per il contenimento della pandemia.

A Valdobbiadene una decina di giovani sono stati sorpresi e multati mentre facevano un pic-nic sul greto del Piave senza mascherina. Sono i numeri dei controlli dell’Arma del weekend pasquale, appena trascorso, cui si aggiunge un altro dato interessante: nessuna multa rifilata al centinaio di esercenti di locali e bar controllati.

Nel corso dei servizi svolti, che nella giornata di sabato hanno potuto contare sul supporto di un equipaggio a bordo di un elicottero del 14° Nucleo elicotteri carabinieri di Belluno, sono stati denunciati in stato di libertà per guida sotto l’effetto dell’alcool o di sostanze stupefacenti due automobilisti: uno, un vicentino di 25 anni, a San Zenone degli Ezzellini risultato positivo all’alcoltest con tasso superiore a un milligrammo per litro di sangue, l’altra, una donna di 41 anni che, a Roncade, alla guida in evidente stato di alterazione psicofisica, si rifiutava di sottoporsi agli accertamenti dei militari dell’Arma.

I due, entrambi controllati nella notte tra sabato e domenica, sono anche stati sanzionati perché circolavano a bordo dei loro veicoli senza giustificato motivo.

I carabinieri del nucleo investigativo di Treviso hanno invece arrestato, nella periferia di Treviso, G. P. , 53 anni, di origini siciliane, su cui pendeva un ordine di cattura del tribunale di Vicenza dovendo scontare una pena di quasi cinque anni per bancarotta fraudolenta, ricettazione ed altri reati commessi in passato nelle province di Vicenza e Treviso.

I militari erano da tempo sulle tracce del catturando che secondo una prima ricostruzione aveva trovato riparo all’estero, con tutta probabilità in territorio spagnolo, ma che proprio in occasione delle festività pasquali aveva evidentemente deciso di rientrare in Italia per raggiungere alcuni congiunti.

«Come disposto dalla prefettura di Treviso – spiegano i vertici dell’Arma di Treviso – sono stati intensificati i controlli per il rispetto delle misure anti Covid: oltre 500 le persone controllate nelle giornate di sabato e domenica con una quarantina di sanzioni elevate per il mancato rispetto delle norme su distanziamenti, assembramenti o utilizzo di mascherina. Più di un centinaio le attività e gli esercizi controllati, senza tuttavia riscontrare inosservanze particolari alle prescrizioni imposte. I controlli e l’attività rinforzata di prevenzione e contrasto dei reati proseguiranno anche nella giornata odierna».

Situazione assolutamente tranquilla nel capoluogo. Nel centro storico di Treviso domenica e lunedì pochissime persone e nemmeno l’ombra di un assembramento. La quasi totalità dei bar è rimasta chiusa, pochi quelli che hanno mantenuto l’asporto. I controlli della polizia locale, guidata dal comandante Andrea Gallo, non hanno quindi portato a sanzioni né denunce.

«La città nel giorno di Pasquetta è rimasta deserta, così come il giorno di Pasqua» ha commentato il comandante Gallo. «C’è stato un po’ di movimento nel pomeriggio di lunedì, quando c’era ancora il sole, soprattutto sulle mura e nei parchi, ma senza alcuna criticità. Poche persone hanno fatto attività motoria, nel rispetto delle regole. Nel giro di poco tempo anche le mura e i parchi si sono svuotati. Non ci sono state sanzioni né alcun problemi di alcun genere». Anche le immagini delle videocamere di sorveglianza parlano chiaro: strade cittadine senza nemmeno l’ombra di un’auto in giro. —



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