Agguato nella notte, quarantenne accoltellato

E’ accaduto al parco di via Cima Mandria a Montebelluna: ferito con due fendenti alla schiena e a una spalla, l'uomo è stato ricoverato all’ospedale: non è in pericolo di vita

MONTEBELLUNA. Sta meglio Marco Cari, il quarantenne che risiede a Montebelluna, accoltellato da sconosciuti nella notte di Pasqua, in un parco di via Cima Mandria. I carabinieri stanno cercando di risalire all’identità degli sconosciuti anche se il racconto dell’accoltellato non è di molti aiuto ai militari.

Due coltellate


Due i fendenti inferti all’uomo: uno alla schiena e uno a una spalla. Dopo l’agguato, per un chilometro e mezzo, Cari, nonostante le ferite, ha camminato al buio da solo fino a raggiungere alcuni parenti in via Sansovino, che hanno provveduto a lanciare immediatamente l’allarme alla centrale operativa di Treviso Emergenza.

L’agguato nel cuore della notte

Secondo il racconto di Cari, l’agguato è avvenuto all’una della notte tra sabato e domenica, in un parchetto con giostrine di via Cima Mandria in zona Posmon. È lì che Cari sarebbe stato avvicinato da sconosciuti, preso alle spalle, e accoltellato per due volte.

L’uomo, nonostante perdesse sangue dalle ferite piuttosto profonde, è riuscito a percorrere a piedi un chilometro e mezzo, fino a raggiungere alcuni parenti che vivono in via Sansovino, a due passi dalla sede della compagnia dei carabinieri di Montebelluna. È a quel punto che, temendo per il sangue perso e le profonde ferite riportate, i parenti hanno deciso di lanciare l’allarme alla centrale operativa di Treviso Emergenza.

I soccorsi

Pochi minuti più tardi, sul posto è arrivata un’ambulanza del 118. Le condizioni di Cari sono apparse fin da subito piuttosto serie ed è stato trasportato al vicino ospedale di Montebelluna. Anche i carabinieri sono intervenuti ed hanno cercato di ricostruire la dinamica dei fatti, raccogliendo la testimonianza dei parenti che avevano lanciato l’allarme al 118.

Le indagini

I militari hanno poi raggiunto l’ospedale di Montebelluna, dove era già stato predisposto il trasferimento del ferito al Ca’ Foncello di Treviso. In realtà, la gravità delle ferite si è ridimensionata e Cari è stato ricoverato a Montebelluna. Lì i carabinieri hanno potuto raccogliere la prima sommaria ricostruzione dell’agguato da parte della vittima. Cari ha raccontato di essere stato assalito alle spalle da più persone, una delle quali gli ha inferto due fendenti.

Il movente, un rebus

Cari non ha saputo spiegare agli inquirenti chi e per quale motivo possa avergli teso l’agguato e soprattutto cosa ci facesse in giro a notte fonda, in pieno “coprifuoco”. Il fatto è stato comunicato in procura e il sostituto procutore Davide Romanelli ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e ora dovrà decidere se procedere per lesioni personali aggravate oppure per la più grave accusa di tentato omicidio. —

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