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Treviso, a Santa Caterina spunta l’antica abside: archeologi al lavoro

Gli scavi archeologici a Santa Caterina

Il ritrovamento nel cantiere per il rifacimento della struttura. Per il progetto di Follina il ministero mette un milione di euro. E intanto a giugno riapre Santa Margherita

TREVISO. Nel cantiere per la costruire la nuova abside del museo di Santa Caterina sono emerse le fondamenta dell’antica struttura.
Purtroppo però sono in cattivo stato di conservazione e compromesse dai diversi lavori che si sono susseguiti nel tempo, demolizioni e ricostruzioni.

Da alcuni giorni nel retro del museo civico sono visibili i lavori degli archeologi, che hanno iniziato le indagini nel sottosuolo dove verrà realizzata la nuova abside del complesso, facendo fare un salto nel tempo di 500 anni a Santa Caterina. E immediatamente sono spuntati i primi segni indicativi dei ritrovamenti.

«Sono emerse le fondamenta dell’abside, ma non di quella originale», dice l’assessore ai Lavori pubblici Sandro Zampese, «È ciò che ci aspettavamo. Sapevamo che erano ancora lì, ma sono compromesse dai lavori condotti in precedenza, ci sono anche i segni dei cavidotti. Le indagini archeologiche proseguiranno ancora prima di iniziare i lavori veri e propri per realizzare l’abside», che verrà ricostruita sulla base delle ricerche storiche effettuate negli anni, visto che non ci sono documentazioni che ne attestino esattamente le caratteristiche originarie, e la stratificazione degli interventi, con la ricostruzione in stile neoclassico, ne hanno cancellato le tracce.

Gli scavi archeologici in corso a Santa Caterina

L’abside sarà poligonale e non circolare, visto che si tratta di una pianta medievale, e sarà adiacente ma indipendente rispetto alla struttura principale. La spesa per il lavoro progettato dall’architetto Toni Follina è stata finanziata dal Mibact, il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, con un contributo di un milione di euro, mentre altri 300 mila euro sono stati stanziati da Ca’ Sugana per sistemare l’area esterna.

«Riqualificheremo anche piazza del Grano», aggiunge l’assessore Zampese, «Verranno rifatte l’illuminazione pubblica e la pavimentazione. Saranno ricavati degli spazi più adeguati per gli alberi; metteremo sempre asfalto ma sarà un intervento in grado di dare un volto migliore a quella piazza». A parte l’antennone per la telefonia di piazza Matteotti, che si trova a due passi dell’abside.

Intanto si prepara a riaprire Santa Margherita.  

Il 12 giugno è prevista l'inaugurazione del restauro della chiesa di Santa Margherita che diverrà sede del Museo Salce, affiancando gli spazi di San Gaetano. Con l’apertura al pubblico della chiesa verrà anche presentata la grande mostra dedicata al cartellonista trevigiano Renato Casaro e al suo lavoro artistico al fianco dei più grandi registi del mondo. Il cantiere è stato ultimato.

La pavimentazione in resina è stata stesa ed è stato installato il portone a bilico. Il progetto di recupero, a cura dell’architetto Chiara Matteazzi e della direzione regionale dei Musei Veneti, ha previsto anche il rifacimento della pavimentazione esterna e la ricostruzione del chiostro medievale distrutto dal bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Un bene storico restituito alla città, quello di chiesa e chiostro, denso di memoria. Fu a Santa Margherita, infatti, che Tomaso da Modena realizzò uno dei più importanti cicli di affreschi del Trecento: le Storie di Sant’Orsola oggi a Santa Caterina. —

 

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