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Paese, due rapine in 4 giorni, poi evade dai domiciliari: stavolta va in carcere

Paolo Menoncello

Paolo Menoncello dopo un primo colpo fallito alle Poste di Paese era stato arrestato e subito rilasciato a piede libero, e dopo il secondo tentativo in una banca di Quinto era stato messo agli arresti domiciliari

PAESE. Graziato per due volte. Ma al terzo sgarro per Paolo Menoncello si sono aperte le porte del carcere di Santa Bona. Da martedì pomeriggio, il sessantenne di Trevignano, ex rappresentante, autore di due tentativi falliti di rapina in banca a Paese e a Quinto, si trova rinchiuso nella prigione di Santa Bona. Paga così la decisione di infrangere le misure restrittive emesse a suo carico dalle autorità.

È finito in gabbia poche ore dopo essere uscito di casa, martedì mattina. Motivazione? Menoncello ha affermato di dover fare la spesa per la mamma. L’uomo, che dopo un primo colpo fallito alle Poste di Paese era stato arrestato e subito rilasciato a piede libero, e dopo il secondo tentativo in una banca di Quinto era stato messo agli arresti domiciliari, martedì pomeriggio è stato intercettato dai carabinieri della compagnia di Montebelluna a bordo della sua Volvo.

Dopo essere stato fermato, ai carabinieri ha detto che non stava andando a fare altri colpi ma al supermercato per fare la spesa alla madre. Per questo motivo, essendo evaso da casa ed avendo infranto la misura cautelare impostagli dal giudice, Menoncello è stato arrestato e portato a Santa Bona. Nei prossimi giorni, è prevista l’udienza di convalida dell’arresto. A difenderlo ci sarà l’avvocato Federico Vianelli.

Menoncello è passato alla ribalta della cronaca ad inizio marzo quando nell’arco di quattro giorni fallì un doppio tentativo di rapina, prima alle Poste di Paese e poi alla filiale della Volksbank di Quinto di Treviso. «Fino a poco tempo fa» aveva detto Menoncello in un’intervista al nostro giornale «per uscire di casa indossavo giacca e cravatta, l’altro giorno mi sono ritrovato a provare un passamontagna. Guardavo l’uomo riflesso sullo specchio e mi chiedevo chi fosse. Ora per la legge sono un rapinatore, in realtà sono soltanto una persona disperata».

Prima della pandemia Menoncello guadagnava più di duemila euro al mese, nel 2020 ha dimezzato i guadagni. «Con la partita Iva» aveva detto «è dura resistere. La gente non ha più soldi e non si fida più di nessuno. Con il porta a porta è dura. Niente contratti, niente soldi». La procura dopo l’assalto fallito alle Poste di Paese, per il suo status di incensurato, l’aveva “graziato” lasciandolo a piede libero. Ora si trova in carcere a meditare sulla manciata di giorni che gli hanno cambiato la vita. —



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