L’attualità di Giuseppe Mazzotti: «Il suo testimone va ai giovani»

Giuseppe Mazzotti a Santa Caterina indica il modellino della città nello splendido affresco

L’associazione prepara la 39° edizione del premio sulla letteratura di montagna. Un progetto per valorizzare il patrimonio di documenti custodito dalla Fondazione

TREVISO. Chissà se oggi Giuseppe Mazzotti abbraccerebbe la causa di Greta Thunberg e dei giovani che in tutto il mondo scioperano per denunciare l’emergenza climatica. Certo non sarebbe stato a guardare lo scempio ambientale e paesaggistico contro cui già tuonava cinquant’anni fa. Profeta e antesignano di grandi battaglie come quella in difesa della montagna, del nostro dolce paesaggio collinare, delle Ville Venete che andava fotografando per denunciarne il degrado. Di Mazzotti quest’anno ricorrono i 40 anni dalla morte avvenuta il 28 marzo 1981. Purtroppo l’emergenza sanitaria non consente celebrazioni pubbliche.

L’evento per l'acqua

L’associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti non si arrende, annuncia che l’edizione 39 si farà anche se on line e in autunno proporrà un evento dedicato all’Acqua, l’oro blu dei nostri giorni. Lo scorso febbraio aveva coinvolto i giovani nella presentazione del volume “Terra ultima chiamata” avvenuto in streaming dalla Tipoteca Antiga di Cornuda: gli atti di un convegno promosso ad Asiago per misurare il polso del nostro pianeta, in una linea di continuità con il pensiero del grande studioso, giornalista, critico d’arte, alpinista, enogastronomo amante della vita.

Nato a Treviso il 18 marzo 1907 da padre romagnolo e madre trevigiana, Mazzotti fu protagonista tra le due guerre di quella meravigliosa avventura d’arte e poesia nella Treviso ribattezzata “Piccola Atene” da Dino Buzzati, che frequentava la trattoria alla Colonna insieme ad Arturo Martini, Gino Rossi, Giovanni Comisso.

Mazzotti fu tante cose oltre ad incarnare il ruolo ufficiale di direttore dell’Ente provinciale per il turismo e ben lo descrisse nel 1972 Gastone Favero nel programma televisivo Rai “Un’ora con Bepi Mazzotti”. In estrema sintesi: un anticipatore.

L’Associazione Premio Mazzotti oggi è impegnata a riscoprirne l’attualità e a diffondere il suo pensiero, la caparbietà, le azioni a difesa del territorio di cui seppe comprendere come pochi altri l’unicità. La battaglia per le ville venete, di cui è identificato come il “salvatore”, è sicuramente quella che più di tutte sintetizza le sue doti, celebrate da Oro Vergani l’8 marzo 1958, nell’articolo “Il Robinson delle ville venete”. Le sue “battaglie di civiltà” sono state sposate da un gruppo di amici – Adriano Zanotto, Toni Benetton, Cino Boccazzi, Giovan Battista Ceriana, Ugo Fabris, Alessandro Meccoli, Giovanni Vicentini – dall’Associazione “Amici di Comisso”, dal Comune di San Polo di Piave e dal Touring Club Italiano, che nel novembre 1982 si costituirono in Comitato Promotore istituendo il Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti per la letteratura di montagna, esplorazione e di ecologia, presentato ufficialmente il 16 maggio 1983 al Circolo della Stampa di Milano.

Negli anni è riuscito ad intercettare opere capaci di attivare importanti dibattiti: tra queste “Patagonia Express” di Luis Sepulveda, “Paesaggio Costituzione Cemento” di Salvatore Settis (edizione 2012), “Verde brillante” di Stefano Mancuso e Alessandra Viola (2014). Notevoli anche i personaggi del Premio Honoris Causa: da don Luigi Ciotti a Kuki Gallmann, da Renato Cevese a Giulia Maria Crespi fino a Brunello Cucinelli.

Il cenacolo

Una volta l’anno la cerimonia conclusiva al Parco Gambinus di San Polo di Piave ricrea l’atmosfera del cenacolo di talenti e grazie al Premio la “piccola Atene” è diventata una città virtuale in cui convergono idee e sviluppi interessanti.

«Giuseppe Mazzotti ha lasciato un’eredità importante che non possiamo lasciar morire» ricorda il presidente del Premio Roberto De Martin convinto che l’impegno deve focalizzarsi verso i più giovani. Da qui nasce il progetto “Mazzotti contemporaneo” avviato in collaborazione con Cai, Fai, Touring Club e concretizzato nel convegno “Mai più l’ambiente preso in giro” di Asiago e poi nel libro “Terra. Ultima chiamata” a cura di Salvatore Giannella.

Tra le iniziative l’individuazione dei “lampadieri di Mazzotti” una sorta di tedofori che ne assumano il testimone. Tra i primi “eredi” premiati il meteorologo Luca Mercalli. Dal 2020, inoltre, il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores rivolto agli studenti degli istituti superiori ha assunto dimensione nazionale elaborando una nuova veste grafica, ideata da Nicola Ferrarese, condirettore di Treviso Comic Book Festival.

Novità importanti dovrebbero arrivare nei prossimi giorni da un altro fronte, quello della Fondazione Mazzotti. Gran parte dei libri è stata trasferita in un capannone a Caerano San Marco, resta in via Marchesan l'archivio storico per consultazione, in attesa che sia ultimato l’ampliamento della biblioteca Zanzotto all’ ex Gil. —

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