Ristoranti aperti nel Trevigiano con il trucco di dover servire le partite Iva. Più controlli e multe

Scoperti locali che aggiravano le normative Covid sulle mense aziendali. Controlli anche sugli hotel con il menu di Pasqua

TREVISO. Zona rossa, Pasqua a casa al massimo con un parente, eppure qualche ristoratore prova a tenere aperto.
È quanto emerso durante il Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica riunito ieri dal prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà. 
 
Un vertice convocato per organizzare i controlli in vista di questo fine settimana ma soprattutto del weekend di Pasqua e Pasquetta, dove la voglia di incontrarsi, anche solo con i familiare, potrebbe indurre qualcuno a non rispettare i limiti imposti dagli ultimi decreti. Ma è proprio durante la riunione del comitato che è emerso come alcuni ristoratori stiano pubblicizzando pranzi di Pasqua e Pasquetta seduti al tavolo.
 
Sono stati segnalati alcuni «esercizi di ristorazione che provano ad eludere la normativa che prevede la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione, ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale. Pubblicizzano anche sui social», si legge nella nota della prefettura, «l’offerta del servizio di somministrazione al tavolo di cibi e bevande non ai soli dipendenti di aziende con le quali è in essere un contratto di somministrazione pasti, ma anche a titolari di partita Iva o liberi professionisti».
 
Lo stratagemma
Si tratta di ristoranti che in queste settimane di chiusura si sono convertiti a mensa, siglando dei contratti con le aziende. Un modo per continuare a lavorare, fornendo un servizio solo per i dipendenti delle imprese con cui si è firmato il contratto. Una possibilità però che non permette di aprire il ristorante ad altri. Eppure qualcuno ci sta provando lo stesso, accogliendo partite Iva e professionisti.
 
Il ministero dell’Interno ha proprio recentemente confermato che non è consentito per gli autonomi firmare un contratto di servizio mensa con un ristorante. Insomma non si tratta in questo caso di una forma di protesta come per i ristoratori di “Ioapro”, ma di furbetti che hanno cercato un escamotage per tenere aperto, magari nella speranza che i controlli non siano così fiscali. Altro settore particolarmente sotto controllo è quello degli hotel. 
 
Gli hotel
Fino ad oggi gli hotel hanno potuto tenere accese le cucine, dove gli chef hanno servito i piatti per i pochi ospiti con prenotazione delle loro camere. A Pasqua cosa accadrà? Le regole non cambiano, eppure qualcuno ha pubblicato sul proprio profilo social generici menù di Pasqua, senza specificare se si tratta di piatti da asporto o dedicati esclusivamente agli ospiti della camera.
 
Più controlli
La prefettura ha quindi predisposto un servizio di controllo ad hoc, con le forze dell’ordine che passeranno davanti ai ristoranti – in particolare quelli che in queste ore hanno pubblicizzato dei menù non da asporto – per osservare che all’interno non ci siano clienti e pranzi di famiglia. E i furbetti che verranno pizzicati pagheranno un conto molto salato: oltre a una pesante mula anche la chiusura.— 
 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi