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Raddoppio del ponte di Vidor, Crocetta detta le condizioni

Il Ponte di Vidor, vecchio e inadeguato a sostenere il traffico attuale

Protocollo d’intesa fra quattro Comuni, la Provincia e Veneto Strade. Cinque richieste a tutela del territorio. Si va verso il via alla progettazione

VIDOR. Il protocollo d’intesa per il raddoppio del ponte sul Piave a Vidor, anche se con alcune puntualizzazioni volute da Crocetta, è stato firmato da tutte la parti in causa (oltre a Crocetta, Vidor, Valdobbiadene, Pederobba, Cornuda con Provincia di Treviso e Veneto Strade) ma rimane in ballo come verrà sviluppata l’opera. E proprio per ascoltare le diverse campane su un progetto che, se attuato, andrà a stravolgere un’intera area, a breve dovrebbe aprirsi un tavolo di concertazione tra Provincia, Veneto Strade e i Comuni coinvolti.

«Siamo in attesa della convocazione da parte della società stradale per un confronto», aveva dichiarato qualche giorno fa il vicesindaco di Vidor, Albino Cordiali che da oltre 10 anni spinge per l’opera. «Speriamo che, nonostante le restrizioni, si possa aprire un tavolo al più presto, ora che i soldi per la progettazione esecutiva ci sono».

Incontro che vedrà al centro soprattutto alcuni vincoli tecnici posti dal comune di Crocetta: se accolti dalle parti, potrebbe arrivare il via libera a procedere con l’assegnazione dell’incarico da parte di Veneto Strade allo studio tecnico per la progettazione esecutiva di un’opera tanto sospirata e dal valore stimato che dovrebbe superare abbondantemente i 40 milioni di euro.

Il territorio crocettano sta diventando suo malgrado epicentro, almeno nelle volontà regionali e statali, delle nuove infrastrutture dell’Alta Marca Trevigiana : Crocetta da anni si trova a lottare contro le casse di espansione sulle grave del Piave.

Anche in tema di raddoppio sul Piave – il ponte in buona parte coinvolgerà l’area di Crocetta – nonostante la firma del protocollo d’intesa, il Comune vuole certezze su alcuni punti.

«Abbiamo approvato l’intesa, ma chiedendo che vengano rispettate le richieste che erano già state presentate in conferenza dei servizi nel 2015», aveva puntualizzato subito dopo la firma il primo cittadino di Crocetta, Marianella Tormena.

Un’apertura dunque, ma accompagnata da cinque richieste: la rotatoria prevista in via Erizzo (SP2), deve avere diametro inferiore ai 50 metri rispetto i 68 previsti da preliminare; lo studio di un nuovo tracciato in prossimità della ditta Bordin srl; l’intersezione della nuova viabilità con la SP2 deve avvenire completamente su viadotto eliminando il terrapieno da cui potrebbe sorgere un effetto diga; il collegamento alla zona industriale sottostante al depuratore di Pederobba deve avvenire con una semplice rampa. E infine che venga effettuato uno studio sulle variazioni della viabilità che l’opera comporterebbe a Crocetta. La delibera con le valutazioni espresse dalla giunta crocettana è stata inoltrata alle altre parti interessate chiedendo, specialmente ai sindaci dei Comuni compartecipanti, di approvare in toto le condizioni: così non fosse, Crocetta si chiamerebbe fuori. —



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