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Covid, i picchi di vittime nei comuni del trevigiano: a Cison un settembre nero con più 500 per cento

Da Moriago a Zenson di Piave a Crocetta a San Pietro alla piccola Portobuffolè le terribili escalation nei paesi Quel bimestre senza vittime

TREVISO. Cison di Valmarino, lo scorso mese di settembre, aveva registrato 6 decessi. In numeri assoluti, poco più di 1 a settimana: chissà se nel piccolo splendido borgo pedemontano sanno di aver firmato un piccolo record provinciale, di cui non essere orgogliosi. Perché rispetto alla media dei morti di settembre dell’ultimo quinquennio, il saldo è + 500%.

Nel 2020, nessun altro comune trevigiano, su base mensile, ha registrato un incremento percentuale simile, quanto a mortalità.


Subito dietro, in questa triste graduatoria, ecco Moriago della Battaglia. Spicca il +400% ad agosto, sempre sulla media dei cinque anni precedenti; e poi a febbraio, in assoluta controtendenza, ha anche un +328, 6% (decessi da Covid antesignani? ) e un + 150% a dicembre.

Anche a Zenson di Piave saldi percentuali che impressionano: + 400 % a novembre, e pure un + 200 % a dicembre.

Sono le fotografie dei picchi, dei contagi devastanti nei focolai, fossero di paese o di case di riposo o di altre strutture di comunità.

Diversi casi, a seguire, di incrementi superiori al 300 %: Crocetta del Montello registra un + 373,7% a novembre; San Pietro di Feletto un + 331% a marzo, seguito da un + 310,7% ad aprile, come dire “maledetta primavera”.

Settembre funesto per Revine Lago (+316,7%), come marzo per San Polo di Piave (+300%), e per Zero Branco (+ 310, 7%).

E sopra il 200% ci sono altri mesi terribili, per diversi paesi: Possagno (novembre e dicembre, +207% e + 200%), Arcade (settembre, + 233%), Godega Sant’Urbano (aprile, + 209%), Gorgo al Monticano (marzo, + 243%), Istrana (marzo, + 233%), Orsago (aprile, +246%), Riese Pio X (settembre, +212, 5%), San Zenone (novembre, + 275%), Pieve del Grappa (novembre, +228%)

E Treviso? Per ben 5 mesi il saldo delle vittime è negativo, il dato peggiore è a novembre (+89%), seguito da dicembre (+58%). Conegliano chiude in negativo 4 mesi su 12, ma paga dazio a novembre e dicembre (+70% e + 62%). Un quadrimestre negativo per Castelfranco, con novembre e dicembre a + 46 % e +37%. Montebelluna? Ha 6 mesi di saldi negativi, quello peggiore invece ad agosto (+66%). Mogliano piange soprattutto a settembre (+58%), Vittorio Veneto a dicembre (+113%), peggio che nella prima ondata di primavera (+ 38% e +42%).

Dall’altra parte della classifica il – 400% che Portobuffolè, il comune più piccolo, registra a gennaio, giugno, settembre. Ma nei primi due mesi dell’anno, come si ricava anche dalla tabella che pubblichiamo a fianco, tutta la Marca aveva visto i decessi calare in media del 5, 3%.

Numeri che paiono rafforzare la tesi che prima dell’arrivo del Covid 19 il campo “virale” fosse sgombro, come avevano colto i responsabili delle Rsa e degli uffici di stato civile: pochissimi decessi, in quelle otto settimane, rispetto al 2019. Paradossalmente, quando è stato lanciato l’allarme rosso nelle Rsa, ai primi di marzo, sembrava poco fondato, visti i dati del primi bimestre. Ma sarebbero bastati pochissimi giorni perché, di fronte alla strisce di decessi tra gli anziani, specie nelle strutture grandi focolai, tutti realizzassero la portata di una pandemia senza precedenti nella storia recente. —

A. P.


 

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