Contenuto riservato agli abbonati

Fa “sparire” 1,2 milioni e poi fallisce, coppia ai domiciliari per bancarotta

Giuseppe Guidolin e Paola Cattapan, titolari della Cornuda Trucks, non avrebbero versato allo Stato crediti tributari e previdenziali. Poi il crac

CASTELLO DI GODEGO. È agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta una coppia di imprenditori, residenti a Castello di Godego – Giuseppe Guidolin, 47 anni, e Paola Cattapan, 43 anni – rispettivamente amministratore e socia della Cornuda Trucks, azienda del settore delle officine meccaniche, fallita nel 2019. L’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal sostituto procuratore Massimo De Bortoli, ha portato alla luce che la coppia aveva congegnato una serie di operazioni aziendali per distrarre il patrimonio aziendale della società, con un danno cospicuo allo Stato, che vantava crediti tributari e previdenziali per quasi un milione e duecentomila euro.

«Fin dal 2007 - spiegano i vertici del comando delle Fiamme Gialle di Treviso - i due arrestati avevano posto in essere quella che il giudice delle indagini preliminari ha definito una vera e propria “scelta imprenditoriale”: eludere totalmente e sistematicamente gli obblighi fiscali e contributivi previdenziali e assistenziali, consentendo così all’impresa di autofinanziarsi a discapito dell’Erario».


I “trucchi contabili” attuati dalla coppia, grazie ai quali sono stati distratti dal patrimonio dell’azienda oltre 770 mila euro, sono stati di diverso tipo, a partire dal prelievo di somme in contanti senza alcuna giustificazione, per passare al pagamento, tramite i conti della società, di fatture riferibili ad altre ditte, sempre gestite dalla coppia, o di spese riferite a esigenze personali (come il conto per diversi soggiorni in strutture alberghiere).

«Oltre a tutte queste operazioni - proseguono le Fiamme Gialle - con la stessa finalità di sottrarre beni al fallimento, i due sono arrivati a simulare la vendita di un villino di Castello di Godego, del valore di oltre 170.000 euro, da parte della società fallita alla donna, a fronte di un versamento di soli 3.300 euro, facendo figurare che, per la parte restante del prezzo, l’acquirente si fosse accollata una parte dei debiti tributari della società. I finanzieri hanno pertanto sequestrato il villino, che il giudice delle indagini preliminari ha considerato profitto del reato».

Quest’ulteriore operazione nel campo dei reati fallimentari testimonia l’attenzione della Guardia di Finanza e della procura della Repubblica di Treviso verso un fenomeno che mina la solidità e la credibilità del sistema economico nel suo complesso. «L’impegno delle Fiamme Gialle - precisano - mira dunque a tutelare il mercato dei capitali, l’economia legale e la corretta concorrenza tra le imprese».

Intanto, nella giornata di mercoledì 10 marzo in tribunale a Treviso si terrà l’interrogatorio di garanzia della coppia, difesa dall’avvocato Paolo Viezzi del foro di Udine. In quell’occasione, i coniugi avranno l’opportunità di dare la loro versione dei fatti davanti al gip Mascolo, che dovrà poi esprimersi sull’eventuale mantenimento della misura. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Sgarbi e Al Bano cacciati a fischi dal palco dell'Arena di Verona: era la sera dell'omaggio a Franco Battiato

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi