Il marchio della scuola di Treviso Ben 6 manager (su 12) di Marca

Stellini il fondatore, il maestro e talent scout Redigolo, gli altri allievi illustri. Non solo medici 

LA grande fucina

Cinque trevigiani su 12 nomine. E una dottoressa trentina formatasi e valorizzata nella Marca. La scuola trevigiana dei manager della sanità pubblica- nota come la scuola di Treviso - continua a marchiare il modello veneto, a sua volta riferimento in tutta Italia.


Una fucina fondata da Domenico Stellini - scomparso da poco - e che ha trovato grandi maestri e terreno fertile, in una trasmissione di know how giunta alla terza generazione, mentre già si affaccia la quarta.

Giuseppe Dal Ben - onorato dal governatore per la cura messa al timone della sanità veneziana, è stato premiato dal governatore con la nomina a Padova e al cantiere più strategico (450 milioni, quasi il doppio del nuovo Ca’ Foncello) - è forse l’ultimo esponente di quella prima covata, “scoperto” da un altro formidabile interprete della sanità pubblica, Gino Redigolo, altro talent scout lungimirante come “papà” Stellini. Opitergino, Dal Ben, in una Sinistra Piave che ha visto un altro allievo farsi strada nel solco della tradizione, Claudio Dario, oggi numero uno della sanità umbra. È con lui dg, nel 2003, a Treviso, che la vazzolese Maria Grazia Carraro, da oggi timoniera a Belluno (anch’essa scoperta da Redigolo) entrerà ai vertici dell’ Ulss 9.

E ancora in Sinistra Piave, ma a Vittorio Veneto dove viene selezionata, avrebbe mosso i primi passi Patrizia Benini di Arco, nuovo dg dell’Azienda Zero, poi promossa dal trevigiano Adriano Cestrone, altro grande “stelliniano”, quindi a Treviso con Giorgio Roberti (va in pensione: Zaia lo ha ringraziato ieri) e infine ancora a Padova con lo stesso Dario.

Francesco Benazzi è partito dai distretti per poi assumere la direzione sanitaria a Conegliano, quindi a Feltre, prima di compiere il grande salto della direzione generale a Camposampiero-Cittadella. Gli standard di efficienza incoronati da ministero e Agenas lo riporteranno alla prima poltrona dell’Ulss natia e ora alla riconferma, non solo nel segno della Cittadella da completare.

Fin qui i medici-manager. Ma la nostra provincia ha saputo creare altri profili non strettamente sanitari, che alla sanità pubblica si sono convertiti. Nel marchio del sociale è ad esempio il curriculum di Carlo Bramezza, cresciuto all’ultima scuola della Dc dorotea, che dalla guida di casa Marani a Villorba spiccherà il salto entrando alle direzioni dei servizi sociali, prima di approdare al timone dell’Ulss del Veneto orientale e ora passare nell’Ulss pedemontana berica, feudo dell’ex dg veneto Domenico Mantoan. Il quale lanciò la castellana Patrizia Simionato, laurea in scienze politiche, ora alla sua seconda direzione generale (la 5 Polesana) dopo lo strategico Iov ereditato da Roberti.

Mille incroci, un balletto di nomine e di curricula. Per un modello che si è imposto a livello nazionale.—



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