Sirti, l’azienda contesta lo sciopero sindacati e operai vanno dal giudice

La Commissione statale accoglie le osservazioni della società. La replica: «Condotta antisindacale»

MARENO di piave

Gli scioperi alla Sirti, svoltisi l’anno scorso contro gli esuberi, finiranno davanti al giudice del lavoro. L’azienda, infatti, ha richiesto alla Commissione scioperi di ricomprendere le attività tra i servizi pubblici essenziali per valutare negativamente l’astensione effettuata in particolare il 9 ottobre 2020, che ha visto coinvolto anche il sito di Mareno.


L’IMPUGNAZIONE

Nell'annunciare l’impugnazione della delibera dinanzi al giudice del lavoro, la Fiom Cgil di Treviso «esprime grande preoccupazione per un comportamento della Commissione che si è tradotto nell'incondizionato accoglimento delle tesi sostenute dall'azienda. Azienda – ricorda il sindacato dei metalmeccanici trevigiano – che fino a quella data non aveva mai avanzato la possibilità che le proprie attività venissero ricomprese nella normativa per i servizi pubblici essenziali relativamente alle limitazioni dell’azione di sciopero, configurando questa operazione come lesiva dei diritti dei lavoratori e comportamento antisindacale». La Commissione preposta all’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (l.146/90), ha il compito di garantire il contemperamento tra il diritto di sciopero e i diritti costituzionali degli utenti. L’azienda Sirti ha escluso, fino al 2020, che le sue attività fossero da ricomprendere tra i servizi pubblici. Ed, infatti, per gli scioperi tenutisi fino ad ottobre del 2020, non è mai stata richiesta l’applicazione della legge 146/90. «Solo nel momento più critico della vertenza e solo al fine di alterare le regole del conflitto – spiegano in una nota nazionale Cgil, Cisl e Uil, Fiom, Fim e Uilm - l’azienda ha scoperto le potenzialità offensive della legge limitativa dello sciopero e ha richiesto alla Commissione di valutare negativamente l’astensione effettuata il 9 ottobre 2020».

CRITICHE ALLA COMMISSIONE

La Fiom trevigiani, altresì, punta il dito sulla stessa regolarità dell’agire della Commissione che non ha disposto alcune istruttoria di verifica in merito alla richiesta di Sirti di estendere l’ambito di applicazione della legge, ignorando oltretutto le posizioni espresse unitariamente dai sindacati di categoria e di Cgil, Cisl e Uil. Le confederazioni infatti considerano tale decisione come irresponsabile alla luce dei lunghi tempi della giustizia civile che, nell’accertamento della illegittimità della delibera adottata, vedranno l’azienda Sirti trarre un notevole vantaggio a discapito delle rivendicazioni dei lavoratori. —



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