Più che raddoppiati nella Marca gli accessi nei drive-in per i tamponi

Tornano improvvisi i segnali di allarme a Treviso e in provincia dopo la precedente diminuzione dei casi

TREVISO. Accessi ai Covid Point più che raddoppiati nell’ultima settimana. Gli utenti in attesa dello screening sono passati da una media di mille al giorno a oltre duemila. Un segnale preoccupante, che gli esperti dell’Ulss 2 stanno monitorando con estrema attenzione.

Ad avere il polso della situazione è il dottor Stefano De Rui, direttore del dipartimento di Prevenzione: «A dicembre siamo arrivati a 7 mila tamponi al giorno, a fine gennaio abbiamo raggiunto il “minimo storico” di 1.100 tamponi al giorno, mercoledì abbiamo chiuso a 1.770 tamponi al giorno, giovedì alle 17.30 avevamo già superato i 1.770 tamponi. Indubbiamente c’è una tendenza a salire sia nella richiesta sia nei contagi riscontrati».

Un altro dato da tenere sotto stretto controllo riguarda infatti il tasso dei positivi che viene intercettato ai Covid Point. Anche su questo, il dottor De Rui snocciola cifre aggiornate: «A dicembre abbiamo toccato i 1.000 positivi al giorno, a gennaio siamo scesi a 80 casi al giorno, viaggiamo attorno ai 170 casi».

Per ora reggono l’afflusso di utenti i 6 Covid Point operativi: ex Dogana di Treviso, ex Foro Boario di Oderzo, ex Velo di Altivole, Zoppas Arena di Conegliano, Valdobbiadene e su appuntamento il polo dei tamponi pediatrici al San Giacomo di Castelfranco. In caso di incremento della domanda l’Ulss andrà a implementare il personale.

Già stanziati 278 mila euro per il Consorzio Stabile Cento Orizzonti di Castelfranco per le attività di supporto amministrativo ai Covid Point dei distretti di Asolo e Pieve di Soligo fino ad aprile. Ma l’Ulss è pronta, se fosse necessario, a riattivare anche i Punti tampone a Casier, Melodi di Castelfranco e Vittorio Veneto. Conclude De Rui: «Siamo pronti, in allerta, ma fiduciosi». —


 

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