Maxi task force a 22 “teste” contro il disagio sociale

Oltre alle Ulss e ai sindaci  ne faranno parte i direttori dei servizi sociali, pensionati,  volontariato, ufficio scolastico, università e cooperative

È stato approvato dalla Conferenza dei sindaci il piano straordinario per il disagio sociale. Uno strumento di cui l’Ulss – e i Comuni – si sono dotati, su richiesta della Regione, per trovare risposte alle nuove esigenze del sociale, alle prese con nuove povertà e alle difficoltà legate al Covid.

Il piano di zona straordinario sarà dotato di una cabina di regia composta oltre che dai presidenti delle tre conferenze dei sindaci (Ulss2, Asolo, e Pieve di Soligo), dai sei direttori dei servizi socio sanitari delle strutture trevigiane, dalle sigle sindacali dei pensionati, dal mondo del Volontariato rappresentato da Csv, dall’Associazione Comuni delle Marca e dal centro studi amministrativi, dall’ufficio scolastico territoriale, dal centro di istruzione per adulti, da Ca’ Foscari e anche da Confcooperative.


Un’ampia rappresentanza – ben 22 le persone che siederanno al tavolo – che servirà ad indicare strategie e raccogliere le esigenze dal territorio.

D’altra parte da anni il sociale, delegato in toto all’Ulss, ha registrato il malcontento di diversi operatori del settore, perchè fondi ed energie sono state concentrate maggiormente sugli aspetti sanitari, e poi ancora problemi con i fondi, e mancato turnover.

Con l’emergenza Covid la Regione ha chiesto di rivedere le linee guida del sociale, occasione ben gradita ai sindaci che da tempo rivendicano un ruolo più centrale.

Le tragedie di Godego, Vidor e Treviso hanno testimoniato tutte le difficoltà di muoversi in un settore già di per sè delicato, e oggi sconvolto dall’emergenza Covid.

Il nuovo piano si è dato delle priorità individuando sei ambiti di intervento, ognuno declinato nei tre distretti di Pieve di Soligo, Asolo e Treviso. Infanzia, adolescenza e famiglia; anziani; disabilità; dipendenze; salute mentale; povertà e inclusione sociale; questi gli ambiti di azione.

Per ognuno i distretti coordineranno gli interventi e i progetti e raccoglieranno le segnalazioni del territorio. Nell’ambito giovani e famiglie per esempio partiranno progetti per l’educazione fuori dall’ambito scolastico, azioni di sostegno alle famiglie più fragili; nel settore degli anziani verranno istituite forme di aiuto per chi fa l’assistenza.

Ma poi la struttura si completa con alcuni focus specifici, come la violenza di genere, e la grave marginalità. «Mai come adesso dobbiamo affrontare vecchie e nuove emergenze, disagi, sofferenze», ha detto alla vigila dell’incontro Paola Roma. Il sindaco di Ponte di Piave, presidente della conferenza, ieri era soddisfatta per il voto unanime a favore del piano strategico, che ha dettato le linee che dal primo marzo impegneranno comuni e ulss nella gestione dell’emergenza straordinaria. —

federico cipolla

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