Passava informazioni ad amici e parenti, militare della guardia di finanza di Treviso ai domiciliari

Nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto del finanziere trevigiano, sono state eseguite 17 perquisizioni domiciliari, 8 decreti di sequestro di atti e documenti in enti pubblici aziende e associazioni della Marca.  L’uomo avrebbe avuto accesso a banche dati tributarie e di polizia non per finalità d’ufficio, ma per dare informazioni a terzi e per scoprire informazioni su famigliari e colleghi

TREVISO. Accedeva alle banche dati interne della Guardia di finanza di Treviso, per scopi personali. In sostanza, passava informazioni riservate ad amici e parenti. 

Da oggi, giovedì 25 febbraio,  il militare delle fiamme gialle di Treviso, è sospeso dal servizio, e si trova agli arresti domiciliari. Le indagini interne sono state svolte dalla Guardia di finanza della Marca in massima trasparenza, e dirette dalla Procura della Repubblica di Venezia, competente per i reati di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d’ufficio.

Nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto del finanziere trevigiano, sono state eseguite 17 perquisizioni domiciliari, 8 decreti di sequestro di atti e documenti in enti pubblici aziende e associazioni della Marca.  L’uomo avrebbe avuto accesso a banche dati tributarie e di polizia non per finalità d’ufficio, ma per dare informazioni a terzi e per scoprire informazioni su famigliari e colleghi.

  Tolleranza zero da parte del comando. “Pur nel rispetto della presunzione di innocenza, mi preme sottolineare come la Guardia di finanza, grazie a sistemi di audit interno moderni, rigorosi e capillari, abbia sviluppato da tempo gli anticorpi per individuare e sanzionare ogni comportamento che diverga dalla linea retta della legalità, principio che guida gli oltre trecento finanzieri che, ogni giorno, operano nella Marca trevigiana per la tutela della sicurezza economica e finanziaria e la difesa dei cittadini onesti” il commento del colonnello Francesco De Giacomo, comandante della Finanza di Treviso.

“In tale azione, la sinergia e la fiducia reciproca con l’Autorità Giudiziaria sono incondizionate e consentono di perseguire, sia sul piano penale che su quello disciplinare, eventuali atti illeciti: “tolleranza zero”, dunque, verso chi viene meno ai propri doveri”.

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