L’arsenale di Roncade è in vendita: il Gruppo Basso cede il mega centro commerciale

Top secret l’identità dell’eventuale acquirente dell’area, anche se si dovrebbe trattare forse di una multinazionale. Così come era una multinazionale, la società Cushman & Wakefield che si era occupata del lancio iniziale del progetto

RONCADE. Dopo la notizia dell’estate 2019 che annunciava la messa in liquidazione volontaria del Gruppo Basso, la vendita di uno dei suoi più travagliati immobili sembrava inevitabile: ora i rumors sul cambio di proprietà del centro commerciale “L’arsenale” a Roncade si fanno ancora più concreti.

«È una vicenda che seguiremo da vicino, così come abbiamo sempre fatto», è il commento del sindaco di Roncade Pieranna Zottarelli, «Non si può certo dire che quell’area commerciale sia nata sotto una buona stella: ad oggi è però una realtà concreta del nostro territorio, lasciamo ai privati svolgere tutte le loro trattative senza interferire. In caso di svolte imminenti vogliamo essere informati tempestivamente, e su questo abbiamo avuto conferma dal gruppo Basso.

Qualunque sia l'interlocutore, oggi e in futuro, l'obiettivo dell'amministrazione sarà sempre vigilare sulle convenzioni in essere e incentivare i gestori affinché quegli spazi commerciali siano valorizzati». Sul fronte Lefim, marchio del Gruppo Basso a cui fa riferimento la piattaforma commerciale lungo la Treviso Mare, non si conferma né si smentisce: «Parleremo a tempo debito», sono le parole di Simone Dal Sie, uno dei responsabili del gruppo, «È una vicenda molto delicata».


Inaugurato il 27 settembre 2018, dopo una travagliatissima e lunga battaglia legale sul fronte amministrativo con gli agguerriti concorrenti, il centro commerciale del Gruppo Basso non è mai decollato: con 60 mila metri quadrati di superficie, 25 mila coperti e 17 mila di superficie commerciale utile, la struttura ha tuttora ampie zone “disabitate”. La crisi è palpabile fin dal parcheggio esterno da 1700 posti auto, quasi sempre semideserto. E non a caso già nel 2020 si viociferava di vendita o addirittura di chiusura, con molti dipendenti preoccupati per il loro futuro.

Top secret l’identità dell’eventuale acquirente dell’area, anche se si dovrebbe trattare forse di una multinazionale. Così come era una multinazionale, la società Cushman & Wakefield che si era occupata del lancio iniziale del progetto.

Ironia della sorte, a pochi chilometri c’è un nuovo progetto che sta prendendo piede, quello di Amazon. Perché non recuperare quello spazio per le nuove funzioni della logistica? «È una domanda che abbiamo posto anche noi», risponde Zottarelli, «Ma ci è stato risposto che non si può fare perché le esigenze tecniche sono radicalmente diverse». —

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