Stoccavano rifiuti speciali pericolosi Sequestrate due discariche abusive

Blitz all’alba dei carabinieri del Noe. Le strutture erano prive delle autorizzazioni per la gestione e il trattamento



Trecentocinquanta tonnellate di rifiuti di ogni tipo, pericolosi e non, stoccati su due aree distinte di quasi 5.000 metri quadrati complessivi. Una a Godega di Sant’Urbano, in via Brusche, gestita da un ambulante marocchino di 35 anni, che vive a Vittorio Veneto, e l’altra a Zenson di Piave, in via Argine San Marco, diretta da un carrozziere senegalese di 43 anni del posto.


È quanto hanno scoperto i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Treviso, coordinati dal colonnello Massimo Soggiu. All’alba di ieri, il blitz che ha portato alla denuncia a piede libero dei due imprenditori di origine straniera, ciascuno dei quali aveva preso in affitto un terreno dove stoccare scarti di lavorazione della propria e altrui attività imprenditoriale. Il vantaggio? Innanzitutto sui risparmi delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti e poi magari qualche favore debitamente remunerato da altri furbetti dei rifiuti che evitavano così di pagare a prezzo pieno gli eventuali costi di smaltimento.

La situazione più pericolosa è stata riscontrata a Zenson dove, nella discarica di via Argine San Marco, in aperta campagna, erano stoccati rifiuti pericolosi come pneumatici di veicoli in disuso, colonnine di erogazione di carburante in disuso, bidoni e altro materiale ad alto tasso d’inquinamento che avevano comunque iniziato a intaccare il canale idrico d’irrigazione dei campi circostanti.

I carabinieri del Noe hanno agito prima che uno dei due riuscisse a svignarsela lasciando i costi di smaltimento alla comunità.

«I titolari delle due imprese individuali - precisa il colonnello dei carabinieri Soggiu, comandante del Noe di Treviso - sono stati denunciati in stato di libertà alla procura della Repubblica di Treviso per i reati di gestione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in assenza di autorizzazione ambientale, discarica abusiva, e deposito in modo incontrollato di rifiuti speciali».

Nelle due distinte discariche di Godega e Zenson erano stati stoccati materiali di ogni tipo: ingentissime quantità’ di rifiuti di apparecchiature elettriche e di elettrodomestici sia domestici che professionali e comunque riferiti ad apparecchiature fuori uso contenenti sostanze pericolose e privi di idonee coperture per la protezione delle parti elettriche ed elettroniche. Ma c’erano anche le cosiddette “big-bags” e altri imballaggi contenenti rifiuti ferrosi e di natura plastica, tubi in rame e ottone tranciati e parti di cucine scomposte e di veicoli danneggiati, in pessimo stato di conservazione. Non mancavano nemmeno innumerevoli pneumatici fuori uso di varie dimensioni, sacchi neri di rifiuti indifferenziati con presenza di olii e solventi, bidoni in plastica e metallo contenenti oli minerali e altri liquidi non meglio identificabili, con accertato percolamento in atto sul terreno ed in un canale adiacente.

Infine, come detto, c’era perfino una colonnina di erogazione carburante, della quale è stato possibile stabilire l’eventuale bonifica degli idrocarburi originariamente contenuti.

«Tutti gli scarti - precisa il colonnello Soggiu - sono stati considerati rifiuti, viste le condizioni oggettive in cui sono stati rinvenuti che ne precludevano in maniera evidente ogni possibile nuovo utilizzo. Non risultavano, inoltre, autorizzate eventuali attività di recupero o lavorazione degli stessi».

I controlli dei carabinieri del Noe continueranno in tutta la provincia di Treviso anche nei prossimi giorni, compresa la zona attorno al capoluogo. —

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