«I controlli non bastano: venite a pulire». Borgo Capriolo, la rabbia dei residenti

Sparatoria tra rom, prime reazioni dopo il giro di vite e il blocco delle assegnazioni: «Di notte è il caos, Conte ci aiuti». Il reportage

TREVISO. Dal tombino sgorga un liquido che puzza di fogna, mentre a pochi metri giocano i bambini, proprio vicino ad una Mercedes da 70 mila euro. «Borgo Capriolo è questa cosa qui: da tre mesi chiediamo che sistemino le fognature ma se ne fregano di noi. Perché pensano che siamo tutti uguali».

Anna Scielzo vive nel quadrilatero popolare di Santa Bona da vent’anni, sua madre è arrivata cinque anni prima. Lei come altri residenti degli alloggi popolari non ha gradito la crociata contro gli abusivi annunciata dal sindaco Mario Conte dopo la recente sparatoria tra rom e vive con disincanto i primi controlli della polizia locale effettuati giovedì.

Tanto meno convince l’annunciato congelamento delle assegnazioni delle case popolari. «Adesso vedremo polizia, carabinieri e vigili per un mese, poi si dimenticheranno ancora una volta di Borgo Capriolo. Mi chiedo cosa controllino, i problemi qui sono chiari e ben identificabili, riguardano tre o quattro famiglie. Spostate quelle, e con un’attenzione maggiore da parte del Comune, qui si può vivere bene», aggiunge.

Non ha timori ad indicare l’abitazione di Branko Durdevic, finito in carcere dopo il tentato omicidio di Joco Domenico Durdevic. Ma Borgo Capriolo non è appunto solo questo: «La fognatura da tre mesi continua a buttare fuori questo liquido puzzolente. È sulla strada pubblica eppure sapete chi paga lo spurgo? Noi famiglie facendo la colletta, nonostante nell’affitto sia compresa», si sfoga.

Secondo Anna e altri residenti i controlli del Comune serviranno a poco: «Cosa pensano di trovare? Sanno benissimo quali sono i problemi qui dentro, ma nessuno fa nulla per risolverli». All’accesso del quadrilatero i segni di degrado però si vedono eccome, un divano abbandonato in mezzo al prato, i segni di un incendio che ha distrutto altro materiale; e poi cartacce e bottiglie abbandonate negli angoli. Sul retro di un condominio un’auto col parabrezza fracassato, a fianco ad un’altra che difficilmente si accenderà con un giro di chiave.

«Vedete l’erba ben tagliata? Chi pensate che l’abbia fatto? Noi residenti anche questo. I ragazzi raccolgono qualche euro suonando il campanello per la benzina del tagliaerba e sistemano tutta l’area, perché qui il Comune non lo vediamo mai», aggiunge Scielzo.

«Il tagliaerba l’ho comprato e lo metto a disposizione per tenere bene questo prato», aggiunge Femi Agushi, pizzaiolo da pochi anni residente a Borgo Capriolo con la moglie e i tre figli. Mentre parla dell’erbacce passa un’Audi RS4 bianca. Per intenderci: nuova costa 94 mila euro. Al volante un ragazzo che abita nella fila di casette dietro a Branko. Vede che i tre residenti parlano con i giornalisti, rallenta per osservare, poi quando sembra essersene andata fa retromarcia. Abbassa il finestrino: «Non gli state parlando di me vero?» intima ai tre.

In effetti di lui e della sua Audi ancora nulla si era detto. E dopo la sua velata minaccia, non ne verrà fuori una virgola in più. «Ma lui è uno a posto», dicono. Quello che non è a posto di certo è ciò che accade la sera, «dovreste vedere d’estate. Musica a palla, ragazzi ubriachi. Qui davanti a casa di Branko arrivavano rom da tutta Treviso, da Paese, da Villorba, tutti qui a far festa come fossero padroni di Borgo Capriolo», aggiunge Femi. «E pensate che sia mai venuto nessuno a controllarli prima?».-

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