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Addio Sergio Sartor, “prof” e uomo di teatro. «A Castelfranco la cultura perde un caposaldo»

Aveva avviato la compagnia Lo Specchio, animatore liturgico in Duomo, attivo nell’Università della terza età 

il ricordo

Un grande appassionato di libri e di teatro, amico intimo dello scrittore Antonio Russello, ma era conosciuto da tutti in città anche per il servizio di animatore liturgico in Duomo che ha voluto esercitare fino a quando glielo ha consentito la salute.

Sergio Sartor, 84 anni, è spirato giovedì al Centro anziani Sartor, dove era ospite da alcuni anni. Da un anno e mezzo lottava contro un tumore osseo che purtroppo non gli ha lasciato scampo.

Con lui se ne va una figura importante per la cultura in città: era stato prima insegnante di lettere alle scuole medie, poi all’istituto Agrario Sartor e quindi all’alberghiero Maffioli: qui si era dedicato in particolare alla biblioteca, seguendola anche dopo essere andato a riposo. Sartor aveva sempre vissuto da solo, la sua famiglia erano i tanti amici.

«Perdere un amico è molto doloroso», è il ricordo dell’ex sindaco Maria Gomierato. «Soprattutto quando l’amicizia è antica, solida e solidale, senza se e senza ma. E Sergio Sartor aveva amici veri, quasi la sua famiglia, e tantissime conoscenze e frequentazioni coltivate nei suoi lunghi anni di partecipazione attiva alla vita sociale e culturale della città».

La conoscenza tra Gomierato e Sartor era nata proprio in riferimento alla sua attività in Duomo: «Non mancava mai la domenica, dove la prima o la seconda lettura e il salmo erano sempre un momento raccolto e partecipato. Abbiamo cominciato così a conoscerci e a frequentarci, la domenica con don Antonio Marin, Grazia Stocco e Marilena Palleva e, dopo la messa delle 10, due chiacchiere davanti a un caffè, a ragionare, a commentare, a parlare di tante cose».

Per tanti studenti Sergio Sartor è stato un autentico punto di riferimento, a cui trasmetteva la sua passione per la ricerca letteraria e il teatro: «Aveva stretto un sodalizio speciale con Antonio Russello, grande amico e scrittore di romanzi ma anche di testi teatrali, molti inediti, che Sergio Sartor analizzava per condividere con un gruppo di amici appassionati di teatro le sue impressioni e valutazioni». E da qui nacque l’esperienza del Teatro Lo Specchio.

«C’erano Marilena Palleva, Francesco Bisetto, per un certo periodo anche la sottoscritta», ricorda ancora Gomierato. «E poi il coinvolgimento di musicisti, con Jeremy Norris o Giorgio Mattis che accompagnavano i lavori teatrali, o con artisti come Vinicio Momoli e Paolo Sbrissa che collaboravano alle scenografie e alla comunicazione».

Ma Sartor fu anche uno dei principali animatori dell’Università della Terza Età. «La vita culturale della nostra città», conclude Gomierato, «ha perso un testimone di impegno e di passione che lascia un grande vuoto». Commosso anche il ricordo dell’amico Anacleto Sabbadin, scrittore e collega nell’insegnamento: «Perdo un collega colto e amichevole; con lui condivisi tanti momenti della scuola Sarto a San Floriano; il dialogo con lui fu sempre profondo, mai banale. La sua voce intonata in chiesa faceva percepire il senso della liturgia». La data dei funerali deve essere ancora fissata. —

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