Rapina da 5 euro, condannato a 4 anni 
 

La sentenza del tribunale di Treviso. È il bilancio di un procedimento approdato ieri davanti al giudice delle udienze preliminati Piera De Stefani su una rapina avvenuta la notte del 30 agosto scorso

TREVISO. Una condanna a 4 anni ed una richiesta di patteggiamento respinta perché giudicata “inadeguata”. È il bilancio di un procedimento approdato ieri davanti al giudice delle udienze preliminati Piera De Stefani su una rapina avvenuta la notte del 30 agosto scorso. Due gli imputati: Nicola Affinita, 28 anni di San Biagio di Callalta (difeso dall’avvocato Mauro Serpico), e Gabriele Covolan, 24 anni di Pederobba (difeso dall’avvocato Fabio Busnardo).

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, quella notte, i due imputati, mentre viaggiavano a bordo della loro Fiat Punto, lungo via Postumia a Treviso, incrociarono un immigrato che stava pedalando in sella alla sua bicicletta. I due, forse alterati, dopo una serata trascorsa assieme in un locale, sbarrarono con l’auto la strada al ciclista africano. Affinita scese dalla macchina impugnando una pistola, che poi si rivelerà una replica in metallo di una Beretta modello 92 calibro 8 semiautomatica. Entrambi intimarono all’immigrato di consegnare il portafoglio dicendogli: «Guarda che non stiamo scherzando». I due si impossessarono anche dello zainetto che l’immigrato portava in spalle, contenente indumenti e vari documenti tra i quali anche il permesso di soggiorno.


Poi scapparono ma la polizia riuscì a rintracciarli e a denunciarli per rapina aggravata e porto senza giustificato motivo di un’arma giocattolo.

Ieri mattina l’udienza a carico di Affinata e Covolan davanti al gup De Stefani. Il primo è stato condannato a 4 anni in rito abbreviato. A pesare su Affinita anche un paio di precedenti specifici. Mentre per Covolan, che aveva chiesto un patteggiamento inferiore ai tre anni di reclusione, il gup ha deciso di respingere la richiesta in quanto ritenuta non congrua. Per questo motivo, dichiarandosi incompatibile ha restituito gli atti al tribunale perché il caso venga preso in esame da un altro giudice. —


 

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