Vaccinazioni di massa a Treviso, comincia la grande campagna

Arrivate le dosi di Oxford per i docenti. La profilassi per gli ottantenni con Pfizer-Biontech. Calendario fitto fino a fine febbraio, poi dipende dalle forniture

TREVISO. Giornata storica per l’Ulss 2: iniziano stamattina, 16 febbraio, le vaccinazioni alla popolazione generale, dopo che sono stati immunizzati nelle scorse settimane personale medico, ospiti e operatori delle case di riposo, disabili dei centri diurni. Si comincia, come annunciato, dai cittadini classe 1941, gli ottantenni che oggi confluiranno nei Vax Point allestiti a Casa Riese di Riese Pio X (in via don Gnocchi), al Palaingresso Fiere di Godega (Piazzale Palaingresso), alla sala Ex Foro Boario di Oderzo (via Donizzetti), al Bocciodromo di Villorba (via Nobel a Lancenigo).

Le istruzioni


Gli ottantenni saranno vaccinati con le dosi di Pfizer-Biontech e di Moderna che l’azienda sanitaria aveva già ricevuto, conservandole nel frigorifero della farmacia dell’ospedale vittoriese. Sono stati convocati in ordine alfabetico e confluiranno nei quattro Vax-Point in base al comune di residenza (ciascun cittadino ha ricevuto via messaggio e con lettera cartacea l’indicazione del luogo in cui si dovrà recare). Chi non è ancora stato convocato lo sarà nei prossimi giorni. Lo stesso vale per chi ha più di 80 anni: nessuno sarà escluso. Oggi si lavorerà mattina e pomeriggio, media di tre minuti e mezzo a persona, più un quarto d’ora di attesa dopo aver ricevuto la puntura.

Nuove dosi arrivate

Il 15 febbraio sono arrivate anche le dosi di un altro fornitore, AstraZeneca (il vaccino di Oxford): sono 8.200 e saranno utilizzate per la profilassi agli insegnanti e al personale scolastico, che potrà dunque partire nel fine settimana, indicativamente venerdì 19 febbraio, come previsto. Insomma, la campagna vaccinale entra nel vivo, anche se il calendario è quanto mai incerto e andrà ripensato ad ogni nuova fornitura. Le certezze, ad oggi, sono poche: ottantenni e insegnanti, appunto, poi le forze dell’ordine e, quasi in parallelo, i malati oncologici e le categorie a rischio. Sarà l’Ulss a decidere quale vaccino dedicare a ognuno.

Il calendario

«Difficile fare previsioni accurate, siamo vincolati all’arrivo delle dosi dei vari fornitori» conferma il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi. Particolari speranze sono riposte nel vaccino della Johnson & Johnson, ancora in fase di approvazione: «Si tratta di un vaccino a dose unica, pertanto ci consentirebbe di accelerare notevolmente rispetto al programma attuale, per il quale dobbiamo prevedere una dose e un richiamo per ogni cittadino. Sarebbe un vero cambio di prospettiva, a quel punto saremmo pronti a lavorare anche di notte per estendere la campagna di vaccinazione a tutta la popolazione e terminare il ciclo di immunizzazione in qualche mese». Intanto si parte con gli ottantenni: sono circa 7.500, si arriva a 15 mila contando anche la classe 1940. Prossimo step, dal 22 febbraio, i lavoratori delle forze dell’ordine e dei servizi essenziali. Sempre con la speranza che le forniture di dosi siano puntuali e generose. —

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