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Sanità, nella Marca visite anche di domenica per smaltire le liste

Siglato l’accordo tra azienda sanitaria e dottori, via libera a tac, raggi x e risonanze anche nei festivi in base alle disponibilità

TREVISO. Visite mediche anche di domenica. I dottori hanno dato la loro disponibilità a prestare servizio anche nel “dì di festa” pur di accelerare i tempi di recupero di tutte le prestazioni saltate da novembre fino alla ripresa delle attività ordinarie il primo febbraio scorso. Si tratta di migliaia di appuntamenti congelati ai quali si sommano le nuove prenotazioni. Una grande mole di lavoro che il personale, pur fiaccato da un anno a dire poco difficile, sta affrontando in accelerata.
 
«Faremo attività in ospedale anche la domenica dove possibile e dove i medici daranno la disponibilità – annuncia il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi – ma senza infierire perché il personale è stanco e siamo messi abbastanza bene con il recupero delle prestazioni».
 
In poche settimane sono state smaltite migliaia di prestazioni: «restano 8.500 appuntamenti galleggianti, stiamo procedendo in fretta» puntualizza il dg. Nei festivi si partirà con una serie di esami come le risonanze magnetiche, le tac e la radiologia, e qualche altra specialità. «Senza esagerare perché i pazienti Covid ci sono ancora e non possiamo appesantire eccessivamente il personale» precisa il manager della sanità di Marca.
 
«Abbiamo dato la disponibilità per spirito di collaborazione» conferma Pasquale Santoriello, referente Anaao di Treviso e ortopedico a Montebelluna «su base volontaria e dove si può, nei reparti dove siamo più in difficoltà con l’organico non si può perché si rischia di violare le norme europee che servono a tutelare i pazienti. Chi lavora la domenica dovrebbe restare fermo un giorno della settimana e non sempre si può».
 
È l’annoso problema della difficoltà a reperire specialisti che non dipende dalle singole aziende sanitarie, ma da scelte compiute a monte, negli anni, nella gestione dei corsi per formare i medici. «Purtroppo gli specialisti non si trovano» aggiunge Santoriello «e non si riesce nemmeno a coprire tutti i posti messi a bando». In tutti i casi per smaltire in poco tempo gli appuntamenti saltati, il personale sta già facendo straordinari. «Sono molto grato ai medici e a tutto il personale per lo sforzo che stanno compiendo» ribadisce Benazzi. 
 
Per quanto riguarda le prestazioni arretrate, il 50% delle visite sospese a novembre ha già un’altra data e nel giro di un paio di mesi sarà smaltito. Ottimismo anche per quanto riguarda gli interventi chirurgici che durante il blocco erano rimasti fermi. Sono oltre 11mila le operazioni sospese che l’Ulss ha conteggiato ai blocchi di ripartenza il primo febbraio. Con la graduale diminuzione dei ricoveri Covid, anche in area intensiva, si è reso possibile il riutilizzo delle sale operatorie. 
 
A Conegliano e a Oderzo, ospedali Covid free, le sale operatorie sono tutte disponibili e gli interventi procedono. A Castelfranco vengono effettuate quattro sedute a settimana grazie all’accordo con lo Iov (l’Istituto oncologico). Al San Valentino di Montebelluna si sono liberate tre sale operatorie e a Treviso si continua ad utilizzare il 70% delle disponibilità, lasciando quel 30 alle esigenze legate al Covid. «Non è ancora finita» conclude Benazzi, «il virus circola ancora e non si sa mai».—
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