Contagi, nell’Ulss 2 la discesa rallenta. Pronto il super piano in caso di varianti

Meno casi e decessi, ma recrudescenza negli ultimi giorni. Benazzi: «Procedura eccezionale se troviamo le mutazioni»

TREVISO. Frena la discesa dei contagi: nell’ultima settimana sono stati 809 i nuovi casi di coronavirus diagnosticati in provincia di Treviso. Il calo, rispetto ai 905 della settimana precedente, si vede, ma da martedì non siamo mai scesi sotto i cento casi giornalieri, e l’impressione è che si sia raggiunto il “plateau” sotto il quale non si scende più. Per fare un confronto, a metà gennaio si era passati da 4.142 casi a 2.336.

Tutti i numeri


Mentre cala, finalmente, anche il numero dei decessi (62 contro i 97 della settimana precedente), l’Ulss è in massima allerta per le varianti inglese, sudafricana e brasiliana. Qualora il laboratorio di Microbiologia rintracciasse una di queste varianti in un cittadino trevigiano positivo, scatterebbe una particolare procedura di tracciamento dei contatti per impedire alla mutazione di diffondersi.

Ad oggi il picco dell’epidemia rimane il periodo 13-19 dicembre, quando in provincia di Treviso si accumularono 5.582 casi di Covid-19. I trevigiani contagiati dal coronavirus sono saliti a quota 62.885, in pratica una persona ogni quattordici. Buone notizie sul fronte della pressione sugli ospedali.

Ci sono 164 pazienti ricoverati negli ospedali della Marca a causa del coronavirus, di questi sono 16 quelli in terapia intensiva (sei in meno rispetto a venerdì). Nell’ultima settimana sono guarite 948 persone, e negli ospedali si sono liberati 35 posti letto (di cui dieci in terapia intensiva). Anche in questo caso, tuttavia, l’azienda sanitaria predica prudenza, ricordando che negli ultimi giorni è entrato in ospedale a causa del coronavirus anche qualche cinquantenne in buona salute.

I fattori di rischio

A preoccupare sono le scuole, dove le classi in quarantena crescono giorno dopo giorno. E le varianti, che potrebbero innescare un’escalation di casi. Nella Marca è presente l’inglese, non risultano al momento casi di sudafricana e brasiliana.

«Al momento non abbiamo rilevato alcuna variante predominante rispetto a un’altra» sottolinea il direttore generale Francesco Benazzi, «ma il dottor Rigoli sta sequenziando tutti i ceppi di Covid. Nel caso scoprissimo una delle varianti inglese, brasiliana o sudafricana, partiremmo immediatamente con il contact tracing di tutti i contatti di quello specifico caso. Trattandosi di numeri limitati, è possibile farlo con particolare accuratezza ed estendendo la rete di contatti da analizzare». Una sorta di “corsia preferenziale”, quindi, per bloccare sul nascere potenziali focolai di mutazioni più aggressive che, se non circoscritte subito, potrebbero prendere il sopravvento.

Campagna vaccinale

Molte speranze sono riposte nella campagna di vaccinazione che da martedì, con la convocazione degli ottantenni, inizierà a coinvolgere la popolazione generale. Oggi è atteso l’arrivo di alcune migliaia di dosi di AstraZeneca (6-7 mila), il vaccino di Oxford. Ieri l’Ulss ha proseguito con le vaccinazioni di gruppi di persone affette da disabilità: 1.587 in totale nella giornata di sabato, di cui 476 a Godega, 355 a Riese, 120 a Oderzo, 636 a Villorba. La campagna vaccinale riprenderà domani. —



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