Maxi polo Amazon monta la protesta

Da Quarto d’Altino a San Biagio, pioggia di voci contrarie Cappelletto: «Bisogna valutare bene costi e benefici»

RONCADE

La doppietta logistica tra Casale sul Sile e Roncade sembra essere indigesta anche al di fuori dei confini provinciali e genera non pochi mal di pancia anche nel comune di Quarto d’Altino. «Immani colate di cemento e consumo di suolo a discapito dell’ambiente, della qualità dell’aria, della qualità del lavoro» è con queste parole che due i consiglieri comunali di opposizione nel comune veneziano, Ezio Petruzzi (Movimento 5 Stelle) e Raffaela Giomo (Trasparenza Sicurezza Viabilità) commentano i piani dei grandi gruppi sulle aree limitrofe all’autostrada A4. «Dal Parco Tematico di Casale all’hub merci di Meolo il panorama verte in un’unica direzione» scrivono in una nota i due esponenti delle minoranze. «Nel nostro comune il sindaco (Claudio Grosso, ndr) è anche vice presidente dell’Ente Parco Sile e se si osserva il progetto del maxi polo a Casale, l’edificato lambisce gli spazi di espansione del parco in una zona che viene considerata di laminazione per evitare esondazioni nei centri abitati. Il suo silenzio come vice presidente» attaccano i consiglieri «è servito al suo ruolo di sindaco per ottenere, cosi come riportato dalla stampa, i due milioni di euro a suo dire per migliorare la viabilità: tutto ciò al solo fine di sbandierare una promessa in campagna elettorale. Un’altra sua promessa, quella per la viabilità di Portegrandi legata al progetto H-Farm è rimasta lettera morta». Le ingenti trasformazioni urbanistiche che si paventano all’orizzonte lungo l’A4 non incontrano dunque solo l’opposizione dei comitati ambientalisti e delle associazioni, ma anche le perplessità si un fronte sempre più ampio di forze politiche. Un altro “vicino di casa”, il primo cittadino di San Biagio di Callalta, Alberto Cappelletto, commenta così: «Sappiamo che il colosso mondiale dell’e-commerce gode di ottima salute, rafforzata dall’emergenza Covid, ma forse è il caso di frenare i facili entusiasmi che possono nascere quando si prospetta una ghiotta contropartita in termini di posti di lavoro per un territorio e di oneri di urbanizzazione per un amministrazione comunale» dichiara Cappelletto «A scanso di equivoci, premetto che è dovere di un Comune, quando riceve un’istanza di nuova edificazione sul proprio territorio, istruire la pratica nelle sedi di discussione utilizzando gli strumenti di valutazione che oggi l’ordinamento prevede. Che ci siano degli investitori interessati a creare nuovi poli di sviluppo lungo le infrastrutture, come sono l’A4 e l’A28, è normale, anche perché è una richiesta coerente con quelle che sono le previsioni della stessa Regione del Veneto e i piani di molti Comuni che hanno nel loro territorio caselli autostradali. Quindi non c’è da stupirsi. Ciò che è importante è che questi nuovi insediamenti siano valutati, come si deve fare per un’opera pubblica, attraverso l’analisi dei costi e benefici». —






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