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Leila, maestra e chitarrista uccisa dal Covid: l'addio dopo due mesi

La maestra Leila Gallina

Montebelluna, lei è morta a dicembre ma i figli sono guariti solo ora dal virus

MONTEBELLUNA. Quando le è stata data la benedizione in cimitero i figli Stefano ed Anna Cristina erano in ospedale per Covid e non hanno potuto partecipare al funerale. Era il 5 dicembre, Leila Gallina era deceduta due giorni prima a 88 anni, per Covid ed era stata sepolta nella tomba di famiglia nel cimitero di Crespignaga di Maser.

A due mesi di distanza, guariti dal virus, i figli hanno deciso di ricordarla con una messa, il 5 febbraio alle 18,30 nella cripta del Duomo di Montebelluna.


Erano stati giorni terribili quelli di dicembre: si era ammalata Anna Cristina, aveva preso il Covid mamma Leila, così come il figlio Stefano e la badante. Leila Gallina per nove giorni era stata curata a casa, poi la situazione era precipitata, ed era stata ricoverata in terapia intensiva, ma dopo 5 giorni era deceduta senza aver più potuto rivedere i figli.

I quali non avevano nemmeno potuto accompagnarla nell'ultimo viaggio perché ricoverati ancora a loro volta in ospedale.

Era molto conosciuta Leila Gallina, figlia di Evaristo Gallina, storico maestro di Maser, e di Tina Marsilio, maestra pure lei. Era vissuta a Maser, a Possagno, a Cornuda, a Montebelluna. Aveva avuto tre figli: Stefano, Anna Cristina e Francesco, tanti nipoti e negli anni più recenti un compagno, Ettore. E tantissimi allievi.

Leila infatti era stata maestra elementare. Con una lunghissima carriera: i primi anni a Maser, poi il trasferimento a Cornuda come insegnante e coordinatrice. E un grande impegno nella didattica della musica, portato avanti anche con l'insegnamento della propedeutica musicale e della chitarra classica fino al 2011, con una pubblicazione e vari seminari seguiti anche all’estero.

Moltissimi allievi la ricordano per l'infinita dolcezza e pazienza ,e per l'abilità nello stimolare interesse e curiosità verso ogni ambito culturale. Tra i suoi allievi musicisti molto noti:il chitarrista Lino Brotto, il pianista Andrea Da Ros, oltre al figlio Stefano Andreatta.

Anche il presidente dell'associazione Levi Alumni, Hermes Pozzobon, la ricorda con affetto, perché da lei, all’associazione montebellunese Chitarra in Arte, aveva imparato a suonare la chitarra: «Mi ha preso da bambino, ed è stata la prima a mettermi una chitarra tra le mani», dice commosso, «Ricordo il suo sorriso buono, le storie che mi raccontava sui suoi viaggi ogni volta che suonavamo musiche popolari straniere». —


 

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