Campagna vaccinale anti Covid, a Treviso partite le telefonate a cinquemila ottantenni 

Attese 13 mila dosi entro l’8 febbraio: «Chiudiamo con i richiami e partiamo con gli anziani che avranno la precedenza». Maxi ambulatorio all’ex Provveditorato

TREVISO. Cinquemila telefonate ad altrettanti ottantenni per la convocazione alla seduta vaccinale. Non lettere, dunque, che potrebbero impiegare troppo tempo a raggiungere i destinatari.

Se tutto andrà bene l’inoculazione delle prime dosi agli appartenenti alla classe 1941 potrebbe avvenire a metà febbraio, forse già lunedì 15. Ma occorre dirlo sottovoce perché il calendario è strettamente legato alla consegna dei vaccini da parte della Pfizer-Biontech da cui dipende la fornitura più cospicua.

Nel frattempo la mappa dei grandi spazi si arricchisce di una nuova sede. Sull’ex provveditorato di via Sartorio, vuoto da tempo e messo a disposizione dall’ente Provincia, c’è il via libera del direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi.

«Con pochi accorgimenti e una sanificazione, l’edificio può diventare un grande Vax Point a servizio dell’Ulss 2, della città di Treviso e di tutto il comprensorio» fa sapere il presidente dell’ente Stefano Marcon. «A noi va bene – risponde il dg Benazzi – stiamo cercando spazi. Abbiamo scritto ai Comuni della Marca: cerchiamo stanze e palestre di almeno 150 metri quadri di superficie e dotati di percorsi differenziati di entrata e uscita. Puntiamo a trattare minimo 100 utenti l’ora – aggiunge – ma vorremmo arrivare a 200».

Saranno quindi almeno 20 i punti vaccinali nel territorio, tra i quali il Sant’Artemio a Treviso, il Palapace a Cornuda, Casa Riese a Riese Pio X, il Palacicogna a Ponzano, il palazzetto dello sport De Vidi a San Biagio, l’ex Foro Boario a Oderzo, l’ex biblioteca di piazza Martiri della Libertà a Susegana e la palestra Pontavai a Vittorio Veneto, oltre alla sede dell’ex provveditorato nel capoluogo

. Per agevolare l’utenza andrà seguito il criterio della capillarità. Ma l’azienda sanitaria di Marca segue con apprensione gli aggiornamenti che riguardano la consegna delle dosi vaccinali. Il calendario viene adeguato di ora in ora con l’obiettivo di guadagnare il prima possibile l’agognata immunità di gregge.

«La prima ad essere chiamata sarà la classe 1941 – conferma il manager dell’Ulss – si pensava di inviare le lettere ma abbiamo paura che non si faccia in tempo, quindi telefoneremo a casa delle persone». Se tutto andrà bene domani arriveranno le 7.020 dosi utili per proseguire con il richiamo. «Poi l’8 – aggiunge – arrivano 5.850 dosi per fare il 15 la classe 1941. Il 15 febbraio aspettiamo altre 7.000 dosi che andranno alla prosecuzioni dei richiami e, se sono sufficienti, agli anziani della classe 1940».

Gli anziani avranno quindi la precedenza – «dobbiamo metterli al sicuro» dice – e verranno vaccinati per classi d’età ad una settimana l’una dall’altra, in base alla consegna dei vaccini. Intanto la campagna continua con la somministrazione della seconda dose ai già vaccinati. Oggi si chiude con i medici di famiglia, i pediatri , i dottori delle Usca e delle guardie mediche.

«La prossima settimana – conclude – chiudiamo con le case di riposo». Se dovesse arrivare più vaccino verranno anticipati anche i 75enni. Scalano quindi i medici in libera professione, i dentisti e le categorie del primo Vax Day oramai saltato».

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