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Treviso, impennata di nuovi positivi dai tamponi rapidi

Cambiano gli algoritmi: in un giorno la Marca si ritrova con 515 nuovi contagi in più. Stabili i ricoveri

TREVISO. Dopo due settimane di calo costante, con poche decine di contagi ogni giorno, la Marca si è ritrovata improvvisamente, nel pomeriggio del 26 gennaio, con 515 nuovi casi di coronavirus. Numero che manderebbe all’aria i ragionamenti sulla minore circolazione del virus nell’ultimo periodo, ma che in realtà è frutto di un complesso riconteggio da parte di Azienda Zero.

Il “cervellone” della Regione infatti ha allineato gli algoritmi alla nuova definizione di caso positivo indicata dal Ministero della Salute. Dal 26 gennaio, quindi, sono conteggiati tra i positivi anche tutti i soggetti risultanti positivi al test antigenico, senza la necessità di una conferma da test molecolare. L'applicazione della nuova definizione di caso parte dal 16 gennaio, pertanto dalla sera del 26 sono stati aggiunti circa 1.200 soggetti in più a livello regionale. Il che ha portato all’impennata di casi in provincia di Treviso, che ora si ritrova con 60.737 positivi dall’inizio dell’emergenza, sempre al quinto posto in Italia e al primo in Veneto (dove però è prima anche per numero di guariti).

È confermato, invece, che l’epidemia sta frenando la sua corsa dopo la paurosa crescita di novembre e dicembre. Lo si evince dai dati sui ricoveri ospedalieri, stabili dopo la decisa diminuzione dei giorni scorsi: negli ospedali dell’Ulss 2 sono sempre 326 le persone ricoverate a causa del coronavirus (il picco era stato di 597 a fine dicembre), di queste sono 36 quelle in terapia intensiva (dato stabile rispetto al giorno precedente, erano arrivate a quota 50 il 4 gennaio).

Anche il numero dei decessi è più basso rispetto alla media di dicembre e gennaio: 6 nella giornata del 26 gennaio. Gli ospedali con il maggior numero di pazienti Covid ricoverati sono il Ca’ Foncello di Treviso (74 in area non critica, 19 in terapia intensiva) e il nosocomio di Vittorio Veneto (75 e 8). Oderzo e Conegliano si avviano a diventare ospedali Covid free.

E che l’epidemia sia in una fase meno aggressiva rispetto a un mese fa è evidente anche dai Covid point dell’Ulss 2, presi d’assalto nei giorni attorno al Natale con lunghissime code di auto e oggi fortunatamente deserti. La raccomandazione dell’Ulss resta quella di non abbassare la guardia, anche perché ci si attende una recrudescenza della pandemia con la ripresa delle lezioni in presenza dal primo febbraio, come accaduto in occasione della seconda ondata. —



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