Sarmede e Fregona Si rimettono in moto frane e smottamenti «I soldi non bastano»

Dalla tempesta Vaia in poi, ogni volta che piove in montagna cadono fango e sassi: finisci un cantiere, se ne apre un altro

SARMEDE

La Pedemontana del Cansiglio, da Rugolo a Piadera, è “bombardata” dalle frane. Sono appena scattati i cantieri post Vaia della Provincia, tra Rugolo e Montaner, che nuovi smottamenti si sono verificati a seguito delle ultime piogge. «Col guaio», avverte il sindaco di Fregona, Patrizio Chies, «che non abbiamo un milione e 400 mila euro per mettere in sicurezza le nostre frane».


L’ultima è quella tra Ciser e Piadera, di sabato mattina. Ma sempre sabato si è aperto un micro cratere subito dopo Montaner, sulla provinciale che porta a Osigo: l’acqua che scende dalla montagna penetra nel terrapieno dell’arteria e provoca cedimenti. È lo stesso fenomeno che si riscontra lungo tutta la dorsale. Basta salire da Sarmede a Rugolo e da qui proseguire verso Montaner. Quando piove, la scarpata a monte si trasforma quasi in una cascata. È l’acqua che scende dalle cavità carsiche dell’altopiano del Cansiglio e fuoriesce là dove trova l’argilla a stopparla. «Questo è avvenuto in misura pesante con la tempesta Vaia e da quell’epoca si è ripetuto in occasione di ogni evento», spiega il sindaco di Sarmede, Larry Pizzol. «Dopo approfonditi studi, il Comune e la Provincia, con la collaborazione della Regione, hanno approntato mezza dozzina di progetti con i primi cantieri appena partiti».

La Provincia sta lavorando, con una propria impresa, lungo 400 metri di strada prima di arrivare a Montaner. Un milione d’investimento. È stato disboscato un pezzo di montagna per realizzare una rete di drenaggio dell’acqua che, ad ogni pioggia, faceva franare terra e sassi. Il cantiere si sviluppa in altri punto per mettere in sicurezza la scarpata. Vengono tolti i muri di sostegno, in parte ormai danneggiati, e sostituiti con rinforzi in terra, molto più compatibili e resistenti.

Un secondo cantiere sarà implementato poco distante da Rugolo. Anche l’amministrazione comunale ha in corso due lavori su altrettante strade municipali, per un totale di 150 mila euro. «Quando arriveranno altre risorse», fa sapere il sindaco, «procederemo con altri due cantieri». Le strade solo quelle interne ai paesi, minacciate anch’esse da smottamenti provocati dall’acqua. «Certo, ci vogliono tanti soldi, ma sarebbero necessari anche studi approfonditi su tutta la pedemontana perché con i cambiamenti climatici e le precipitazioni improvvise e sovrabbondanti rischia di precarizzarsi un territorio che è fragile per sua natura».

La strada provinciale è costellata di “lavori in corso”, ma il flusso del traffico non è mai stato sospeso.

Anche sabato, quando si è palesato il piccolo cratere, sotto la sorveglianza degli addetti alla sicurezza e dello stesso sindaco, automobili e pullman hanno continuato a transitare, seppur a senso unico alternato.

Dall’altra parte della montagna, tra Ciser e Piadera, la strada della frana (rimossa) continua ad essere tappezzata dal fango, ma già oggi si provvederà. «Il problema è», afferma il sindaco Chies, «che il personale è ridotto al minimo e abbiamo in carico decine di punti critici».

Nei giorni scorsi il Comune ha presentato alla Protezione Civile nazionale, attraverso la Regione, la conta dei danni subiti con il maltempo del 6 dicembre. Sono risultati lavori per un milione e 800 mila euro di ripristini. 400 mila nelle grotte del Caglieron gli altri quasi tutti per frane. «Purtroppo Roma», annota con amarezza il sindaco, «non ci ha neppure inserito nell’elenco dei Comuni allora danneggiati. Quindi al momento non è previsto alcun indennizzo». —



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