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Motoseghe in azione lungo il Piave. «Tagli indiscriminati di alberi che non erano nell'alveo del fiume»

Come già a Cimadolmo, via all’operazione “Vaia” della Regione anche a Spresiano. Ma Comune e Legambiente protestano: «Lì era stato programmato un percorso naturalistico»

SPRESIANO. Le motoseghe fanno molto rumore, ancora di più se operano in un’area delicata come le golene del Piave, già oggetto pochi mesi fa dello scempio di Cimadolmo. A Legambiente non è quindi sfuggito l’intervento iniziato ieri a Spresiano nella zona del Palazzon, dove sono stati tagliati alcuni alberi, e con ogni probabilità ne verranno tagliati molti altri nei prossimi giorni.

«Ci troviamo sempre di fronte a quel progetto della Regione per il recupero degli alberi schiantati dalla tempesta Vaia. Peccato che si continuino a tagliare alberi solidi, sani e cresciuti fuori dall’alveo del fiume», si sfoga Fausto Pozzobon, del circolo Piavenire. «Come si fa a sostenere che sono interventi per la sicurezza idraulica quando si tagliano piante che sorgono sulle rive o all’interno?».

Lo scorso novembre a Cimadolmo sono stati rasi al suolo centinaia di alberi lungo il Piave, sempre con la scusa di Vaia, scatenando una sollevazione popolare, sfociata in una manifestazione a cui hanno partecipato residenti, politici, ambientalisti.

A Spresiano per di più, proprio dove le motoseghe sono entrate in azione, Legambiente con il Comune sta realizzando un percorso naturalistico, su cui il municipio ha investito 4 mila euro. L’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Mestriner vuole vederci chiaro.

«Non sono alberi all’interno dell’alveo, non ha senso tagliarli per la sicurezza idraulica. Alcuni anni fa è stato già condotto un intervento in cui hanno scelto bene le piante da tagliare, si sono dedicati a quelle più grosse e poi hanno abbandonato le ramaglie nell’alveo. Insomma, si fece il contrario di quanto dichiarato. In questi giorni approfondirò la questione, visto che non siamo stati informati. Su quell’area c’è un bel progetto didattico naturalistico che potrebbe essere compromesso», dice Mestriner. L’intervento in corso sta facendo discutere su tutto l’asse del Piave, proprio perché a interventi condivisibili anche da associazioni e ambientalisti sulla pulizia dell’alveo si sono sommati tagli indiscriminati che non sembrano trovare riscontro nelle motivazioni – la sicurezza in caso grandi eventi meteorologici – addotte dalla Regione. —



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