Treviso, cala la pressione sugli ospedali: I ricoveri Covid sotto la soglia di guardia

Negli ospedali della Marca meno di 305 letti occupati in area non critica. Benazzi: «Non escluso il rischio terza ondata»

TREVISO. Gli ospedali della provincia di Treviso escono ufficialmente dalla fase di emergenza Covid. «Siamo finalmente scesi sotto i 305 posti letto occupati nei reparti Covid non critici. Questo dato ci porta fuori dal livello critico» annuncia il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi. Il calo di ricoveri per virus e la conseguente diminuzione del tasso di occupazione dei posti letto nei nosocomi della Marca costituisce uno degli indicatori più importanti per comprendere l’andamento della pandemia.

Dopo aver toccato l’apice di 597 malati ospedalizzati lo scorso 30 dicembre, di cui 49 in Terapia Intensiva, il virus sta mollando la presa. In venti giorni la situazione negli ospedali è mutata radicalmente: s’inizia a vedere la luce. Le notizie che arrivano dalle corsie ospedaliere sono incoraggianti.

«Oltre a essere usciti dalla fase di allerta nelle aree Covid ordinarie, riscontriamo un alleggerimento anche nelle Terapie Semintensive che accolgono ora 25 pazienti» aggiunge il dg Benazzi. Stazionario il dato delle Terapie Intensive con 39 pazienti, anche in questo caso sotto i livelli di guardia fissati tra i 45 e i 50 posti letto Covid.


INDICATORI IN DIMINUZIONE

Inoltre, fa ben sperare la fotografia dei due ospedali di comunità di Vittorio Veneto e Treviso, dove nelle ultime 24 ore i pazienti Covid accolti sono scesi da 40 a 33. «Speriamo di continuare con questo trend, in modo da poter riattivare presto l’attività ordinaria e quindi riaprire anche alle prestazioni non urgenti» sottolinea il numero uno della sanità trevigiana.

Tutti gli indicatori dell’epidemia hanno il segno meno davanti: sono scomparse le code ai Covid Point, la domanda di tamponi si è più che dimezzata, e con essa il dato delle positività riscontrate. Secondo gli esperti l’equazione meno positivi, meno malati si sta avverando. E di riflesso si sta alleggerendo la situazione nei reparti Covid.

INVITO ALLA PRUDENZA

Tuttavia, l’autorità sanitaria trevigiana invita alla cautela. Anche se ora l’attività clinica e diagnostica legata al Covid sta procedendo a scartamento ridotto rispetto alle scorse settimane, ciò non significa che si debba abbassare la guardia. «Il rischio di una terza ondata non è scongiurato» evidenzia il dg Benazzi «per questo dobbiamo tenere alta la guardia e continuare con i buoni comportamenti di contrasto al contagio. E per adesso non smantelliamo i reparti Covid, ed anche le Terapie Intensive manterranno l’attuale assetto nonostante la marea di posti letto vuoti».

Quando sarà possibile cantare vittoria? «L’input arrivato dalla Regione è di tenere duro fino ai primi di febbraio, se il calo si consoliderà, potremmo riprendere gradualmente con l’attività ordinaria». Anche i Covid Point aperti in tutta la provincia continueranno a operare, nonostante il calo verticale di utenti. L’Ulss 2 conferma: «Per ora non chiudiamo nessuno dei Covid Point, abbiamo ridotto postazioni e personale, ma i presidi rimangono». —



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