Bimbo di 10 anni positivo colpito da chetoacidosi Salvato dal team di medici

Un bambino di 10 anni positivo al Covid e colpito da chetoacidosi, una grave complicanza metabolica del diabete che può rivelarsi fatale, salvato grazie al lavoro di una squadra di specialisti trevigiani e bellunesi. I medici dell’ospedale Ca’ Foncello hanno curato il piccolo mettendo a punto la terapia a base di insulina che lo accompagnerà per tutta la vita. «Nella difficoltà di trattare l’urgenza della grave chetoacidosi abbiamo adottato tutte le procedure per seguire in sicurezza la positività al Covid emersa somministrando il tampone pre-ricovero. È stata una doppia sfida, che abbiamo portato a termine con successo, tanto che il bambino è stato dimesso, sta bene ed è potuto tornare a scuola» spiega il dottor Stefano Martelossi, primario della Pediatria di Treviso che si è preso cura del giovanissimo paziente insieme alla collega del Pronto soccorso pediatrico Francesca Maschio. L’episodio risale a fine novembre. Il bimbo, originario del Bellunese, dopo qualche giorno di inappetenza e malessere, accusa nausea e forti dolori addominali. La famiglia in allarme si rivolge all’ospedale di Cortina dove viene prontamente fatta la diagnosi: chetoacidosi da diabete mellito di tipo 1. Dopo aver stabilizzato il ragazzino con una terapia reidratante, potassio e insulina per abbassare i livelli di glicemia nel sangue, il giovane viene trasportato all’ospedale di Belluno e quindi al Ca’ Foncello di Treviso che è centro di riferimento per l’area vasta. «In casi come questo è fondamentale la collaborazione tra le strutture di primo e secondo livello» sottolinea il primario Martelossi «di grande importanza è infatti riconoscere i sintomi e arrivare il prima possibile alla diagnosi, visto che la chetoacidosi è una delle poche urgenze endocrinologiche gravi a rischio di vita in età pediatrica». Mamma e papà del bambino hanno rivolto un accorato ringraziamento ai sanitari: «Eravamo molto spaventati dalle condizioni di nostro figlio ma fortunatamente è andato tutto nel migliore dei modi. Grazie ai medici di Cortina che hanno scoperto l’origine del malessere e a tutti gli specialisti a Belluno prima e a Treviso dopo che l’hanno aiutato a rimettersi». —



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