Appello dei baristi trevigiani: «Il prefetto faccia chiudere i locali disobbedienti»

Il Globus di Santa Lucia di Piave è uno dei locali che stanno sfidando l’ordine di non fare servizio al tavolo, ma anche l’ordinanza di chiusura per non aver rispettato le norme

Monta il malcontento tra i ristoratori ligi alle regole: «Inaccettabile beffino delle norme che rispettiamo»

TREVISO. «Siamo spiazzati dal fatto che i locali multati continuino a restare aperti nonostante controlli e sanzioni reiterate. Chiediamo alla prefettura di prendere una posizione certa, per non fare perdere valore a tutto».

E certa vuol dire solo una cosa: «Far chiudere». I ristoratori scalpitano, a quasi una settimana dall’avvio delle aperture dissidenti, l’aver visto colleghi (tra Montebelluna, Conegliano, Castelfranco, Santa Lucia) aprire i locali al pubblico cestinando multe e ordini di chiusura ha fatto montare il malcontento. Di qui il pressing sulla prefettura a cui si chiede oggi di mettere fine alla dissidenza.

L’allerta di Imprese Unite

Lunedì era stata Ascom a chiedere «rispetto delle regole». Oggi a spingere sull’acceleratore è Imprese Unite, dando voce a decine di ristoratori associati o simpatizzanti. «Abbiamo faticato giorni per far passare il concetto che la cosa giusta da fare fosse comunque rispettare le regole nel manifestare», sottolinea Andrea Penzo Aiello referente trevigiano dell’associazione, «perché non potevamo permetterci chiusure dei locali e sospensioni delle licenze".

"A questo punto la posizione della prefettura nei riguardi dei dissidenti deve essere certa. Qualora ciò non accadesse», sottolinea Aiello riferendosi alla mancata esecuzione di ordini di chiusura per i locali fuorilegge, «vorrebbe dire che implicitamente legittimano anche loro le aperture, e a quel punto non escluderei che diventassero sempre più diffuse».

L’associazione sottolinea come la situazione si «molto critica per tutti», «le aziende che non hanno più cassa per far fronte alle spese sono tantissime» conta Aiello, «eppure tutti stanno rispettando i divieti. Ma come possono sentirsi vedendo chi bellamente si fa beffa delle norme?». I ristoratori hanno ben chiaro che i fuorilegge siano pochi, ma anche pochi «si fanno beffa di tutti gli altri».

Fipe:«chi sbaglia pagherà»

Più morbida la Fipe, associazione pubblici esercizi, che confida nel fatto che presto o tardi che sia, i dissidenti dovranno fare i conti con quanto fatto in questi giorni.

«La prefettura ha detto che farà rispettare le leggi, e tutti si aspettino che succeda» dice Dania Sartorato della Fipe, «chi non rispetta le norme è grande grosso e vaccinato e pagherà per quello che decide di fare, ne sono sicura. Quando la legge si mette in moto da il suo corso. I questo momento serve il rispetto delle regole, e siamo certi che la prefettura provvederà come da norma contro chi non le sta rispettando».

“Ioapro”, sui social è caos

Mentre i pochi duri della protesta continuano a sfidare la legge, quello che dovrebbe essere il “movimento” a distanza di una settimana inizia a mostrare i primi acciacchi dell’iniziativa “tutta social”: tante parole, pochi fatti. Ieri, quello che fino ai giorni scorsi è stato il principale veicolo della dissidenza, ovvero il canale “ioaprotreviso” è stato messo in stand by dopo polemiche, risse interne via post, segnalazioni infondate che inquinavano «lo spirito del gruppo e il sostegno all’iniziativa».

Poil classico nodo: quasi 1300 quasi “pollici alzati” per l’iniziativa, ma poi poca partecipazione vera da parte degli iscritti e pure di altri locali. Finirà per consunzione, o sotto il peso delle multe ?

I controlli

Già nella serata di martedì le forze dell’ordine hanno rifatto un giro tra i locali dissidenti, che erano bellamente aperti alla faccia delle multe. Ed hanno ricompilato verbali. «Ora si rischia il penale», ha ribadito ieri la prefettura e, come detto, c’è chi vorrebbe non si attendesse ancora. —



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