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Vaccini, i volontari della Croce Rossa restano a secco: «Non molleremo»

Niente dosi disponibili per i novecento operatori che lavorano sulle ambulanze. «Non vediamo più la luce alla fine del tunnel»

TREVISO. Campagna vaccinale posticipata “a data da destinarsi”. Si fa sentire l’amarezza dei 900 volontari della Croce Rossa di Treviso per la mancata immunizzazione contro il Covid. «Avevamo visto la luce in fondo al tunnel, ora ci ritroviamo al buio» commenta Eri Facchin, presidente provinciale della Cri, interpretando la delusione di tutta la squadra e in particolare di chi guida le ambulanze.

L’annuncio


La doccia fredda è arrivata lunedì 18 gennaio quando l’Ulss 2 ha annunciato pubblicamente la sospensione del V-Day di sabato 23 gennaio, in cui erano stati convocati i primi 200 volontari della Cri della Marca. Una decisione obbligata dopo che Pfizer-Biontech ha dimezzato l’invio delle dosi costringendo l’autorità sanitaria locale a rivedere il programma vaccinale per scongiurare che saltino i richiami di chi ha già fatto la prima iniezione.

«Comprendiamo la difficoltà, purtroppo in altre province, ad esempio a Padova, l’azienda sanitaria aveva già vaccinato più di 800 volontari» aggiunge Facchin. «Per noi, invece, prima c’erano 200 dosi disponibili per il V-Day e abbiamo dovuto scegliere chi dei nostri volontari ne avrebbe beneficiato ora neanche quelle 200 dosi ci sono più».

La campagna di profilassi slitta quindi in avanti, una situazione che riguarda anche altre categorie. I farmacisti e 1.400 professionisti della sanità locale tra loro gli operatori dei distretti e dei dipartimenti di Prevenzione, il personale tecnico delle medicine di gruppo, i dentisti e i liberi professionisti.

La lista dei candidati è stata stilata consultando l’albo degli iscritti all’Ordine dei Medici di Treviso ed escludendo chi è già stato immunizzato, ma per ora tutto resta in stand-by. «Siamo stati costretti a tirare una riga, da qui a fine mese il siero servirà solo per chi attende la seconda dose. È un grande disagio, ma non possiamo fare diversamente visto che la ditta fornitrice ha ridotto la fornitura» ha spiegato in diretta Facebook il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, chiarendo che le forniture dei vaccini non dipendono in alcun modo da Treviso e nemmeno da Venezia.

L’esercito dei volontari

La Croce rossa di Treviso affianca il Suem 118 nel servizio ambulanze con sette mezzi che fanno base a Treviso, Mogliano, Spresiano, Volpago e Oderzo, chiamati a garantire i soccorsi in orario serale. Il rammarico espresso dai volontari si fa più marcato pensando ai tanti sacrifici fatti in questi mesi.

Molti iscritti alla Cri hanno dovuto battagliare con i datori di lavoro che li invitavano a lasciare perdere il servizio di volontariato per timore che portassero il contagio in azienda o in ufficio. Eri Facchin, numero uno della Croce Rossa trevigiana, lancia un appello: «I volontari sono operai, artigiani, esercenti, dipendenti. Molti altri lavorano in proprio e se si ammalano non hanno tutele assicurative. Il vaccino poteva essere per tutti il punto di svolta, chiediamo di fare presto con le vaccinazioni per proteggerli».—



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