Vaccini, consegna saltata: richiami a rischio

Santina Dal Bello, una delle due anziane di 99 anni vaccinate il 19 gennaio alla casa di riposo Villa Fiorita


Non si sono viste 3.510 dosi Pfizer attese ieri. L’Ordine dei Medici in campo a difesa dei liberi professionisti lasciati a terra

TREVISO. Doccia fredda per l’Ulss 2: le 3.510 attese il 19 gennaio nel deposito refrigerato dell’ospedale di Vittorio Veneto non sono arrivate.

«Speriamo che arrivino domani altrimenti andiamo in difficoltà: abbiamo autonomia fino a lunedì poi cominceranno a saltare anche i richiami – l’amaro commento del direttore generale dell’azienda sanitaria Francesco Benazzi – slittare con la campagna è una rovina, l’unica strada per salvare la vita alle persone anziane a rischio è il vaccino». L’Ulss si era riproposta di chiudere con l’immunizzazione delle fasce fragili entro marzo. Ma il rallentamento nella consegna delle dosi da parte di Pfizer BioNTech sta facendo saltare il calendario partito di slancio il primo gennaio.

Il dimezzamento dei quantitativi destinati alla Marca e l’esigenza di accantonare vaccini per le seconde dosi, aveva già fatto saltare il Vax Day, sabato 23, per 6.000 operatori del mondo della sanità. Medici e odontoiatri che lavorano in libera professione, insieme al personale impegnato nei dipartimenti di prevenzione dell’Ulss e nei distretti, insieme al volontariato, erano stati convocati per la prima dose.

Dovranno aspettare, ora che è a rischio anche il richiamo di chi è già stato vaccinato. Il presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoaitri della provincia di Treviso, Luigino Guarini, non nasconde la sua delusione: «È paradossale che i liberi professionisti non siano rientrati nelle priorità, prima nazionali poi regionali e adesso siamo rimasti fuori. La situazione è particolarmente delicata per i dentisti perché lavoriamo a 20 centimetri dalla potenziale fonte del contagio. Il rischio che dentista possa contrarre il Covid e ammalarsi, se incontra un paziente positivo asintomatico, è molto alto. Il rischio poi forse ancora maggiore è che io stesso possa prendere il contagio e diventare un portatore asintomatico: un super diffusore, insomma.Per quanto si usino protezioni e dispositivi di sicurezza, una vaccinazione ci avrebbe alleggerito: il peso di questo rischio continuo è molto alto».

Cosa è successo ai vaccini attesi? Come si diceva l’azienda produttrice Pfizer BioNTech, ha deciso di dimezzare il numero delle dosi per il Veneto, razionando i quantitativi destinati a tutte le regioni italiane.

«Siamo costretti a fermarci» annunciava l’altro giorno il dg Benazzi. L’azienda sanitaria di Marca aveva programmato per sabato 23 una giornata intera dedicata alla inoculazione della prima dose vaccinale ai 6.000 tra operatori impegnati negli ambulatori come liberi professionisti (medici, infermieri e dentisti), nei distretti e nei dipartimenti di prevenzione, e volontari nel campo della salute. Poi dai primi di febbraio sarebbe toccato alla popolazione anziana over 80.

Tutte le dosi disponibili vanno accantonate per il richiamo di chi ha già avuto la prima dose: circa 18 mila al 19 gennaio tra medici, infermieri, operatori socio sanitari, e anziani delle case di riposo. Tra il 29 gennaio e il 13 febbraio dovrebbe toccare ai medici ospedalieri. La conclusione del ciclo vaccinale per chi è già a metà del guado, è appesa al filo dell’arrivo di dosi Pfizer sufficienti, visti i ritardi registrati ieri.

Per accelerare le operazioni di vaccinazione generale si ripongono, ora, le speranze nelle forniture di Moderna. Gli spazi per le maxi vaccinazioni sono già stati individuati. Sono il Sant’Artemio di Treviso, il Palapace di Cornuda, Casa Riese di Riese Pio X, il Palacicogna di Ponzano, il palazzetto dello sport De Vidi di San Biagio, l’ex Foro boario di Oderzo, l’ex biblioteca di Susegana e la palestra Pontavai di Vittorio Veneto.

La campagna è proseguita nelle case di riposo Villa Fiorita di Cornuda, Casa di Soggiorno Prealpina e Binotto di Cavaso del Tomba. Tra i vaccinati a Cornuda anche Santina Dal Bello e Ida De Lucchi, entrambe di 99 anni. «Ringraziamo tutti i dipendenti per la responsabilità dimostrata e l’Ulss» dicono la presidente Cinzia Forner e la neodirettrice di Villa Fiorita Tania Santi.—
marzia borghesi
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