«Vaccino anti Covid subito per badanti e assistenti nel Trevigiano»

Nella Marca sono oltre diecimila: conferenza dei sindaci e Cgil chiedono all’Usl di dar loro priorità per proteggere gli anziani

TREVISO. Inserire badanti e assistenti domiciliari tra le categorie prioritarie che possono accedere al più presto alla vaccinazione contro il Covid. La richiesta, dettata dalla necessità di proteggere di riflesso gli anziani e le persi fronti. Da una parte la Cgil, al fianco delle badanti; dall’altra la Conferenza dei sindaci che – facendosi portavoce per le assistenti domiciliari – ha chiesto all’Usl 2 di poterle inserire nel calendario vaccinale. Se l’autorità sanitaria accoglierà questa duplice proposta, oltre 10 mila persone che garantiscono cure, assistenza e supporto nelle case dei trevigiani beneficeranno del siero anti-virus.

Il principale nodo da sciogliere riguarda però le forniture di siero che devono essere distribuite tenendo presente la prima somministrazione e il richiamo a distanza di tre settimane, nonché la copertura delle fasce già previste nel piano. Una partita che non dipende solo dall’Usl 2 ma dagli approvvigionamenti stabiliti dal governo centrale in base agli accordi con le ditte farmaceutiche Pfizer-Biontech e Moderna.

BADANTI

Nella Marca operano circa 9.700 addette del settore, la maggior parte proviene dall'Est Europa: Serbia, Albania, Moldavia, Romania, Croazia. «Figure a stretto contatto con gli anziani, i più colpiti dalla pandemia, che però sono state completamente escluse dal piano vaccinale.

Un grave errore frutto di una mancanza di attenzione e sensibilità» commenta Vigilio Biscaro segretario Fp Cgil di Treviso, chiedendo di rivedere la programmazione e inserire anche queste lavoratrici tra coloro che possono beneficiare al più preso dell’immunizzazione.

«Le badanti dovrebbero essere considerate strategiche al pari degli operatori socio sanitari che lavorano nelle Rsa proprio perché si rivolgono anch’esse a un’utenza fragile. Gli anziani sono i primi a dover essere protetti insieme al nucleo familiare vaccinando i loro caregiver» prosegue il sindacalista. La Cgil chiede quindi che le badanti possano ricevere il vaccino entro la primavera.

ASSISTENTI DOMICILIARI

In fase più avanzata è invece la “trattativa” tra la Conferenza dei sindaci e l’Usl di Marca per vaccinare oltre mille assistenti domiciliari che in parte dipendono dai Comuni e in parte lavorano per conto di cooperative. Pochi giorni fa, durante una riunione tra i primi cittadini e l’azienda sanitaria, è stata sollevata la questione. «Stiamo collaborando con l’Usl per trovare una soluzione» afferma Paola Roma, presidente della Conferenza dei sindaci, nonché primo cittadino di Ponte di Piave, «abbiamo chiesto che le assistenti domiciliari vengano inserite tra le figure strategiche dato che garantiscono un importante servizio territoriale rivolto ad anziani, disabili, minori, persone con patologie e dipendenze».

L’autorità sanitaria starebbe già lavorando per inserire nel piano le assistenti domiciliari, tenendo presente che entro fine gennaio con le dosi disponibili bisognerà vaccinare i lavoratori delle cliniche private accreditate, gli operatori dei distretti e dei dipartimenti di Prevenzione, il personale delle medicine di gruppo, medici in libera professione e dentisti. Mentre a partire da febbraio sarà la volta dei cittadini over 80. —


 

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