Una vita spesa tra calcio e ciclismo: è morto l’imprenditore trevigiano Nisio Lenzini

Lutto nel mondo dello sport. Fondò la omonima Srl, avrebbe compiuto 74 anni a febbraio 

TREVISO. La Lenzini srl in Strada Ovest. Ma anche le passioni per calcio e ciclismo: la breve parentesi da presidente del Treviso, un grande amore chiamato Velo Club Biban. Si è spento ieri Nisio Lenzini, figura notissima nel mondo dell’imprenditoria e dello sport trevigiani.

Originario di Breda, avrebbe compiuto 74 anni il 15 febbraio. Gran parte della vita l’aveva legata a Carbonera, poi il trasferimento a Treviso in zona stadio Tenni. Lascia la moglie Francesca, i figli Massimo e Michele, il fratello Antonio e la sorella Ivi, i nipoti. Inizia come dipendente alla Mattarollo, occupandosi di auto e moto.

Ma il suo nome è legato anzitutto alla Lenzini srl, nata nel 1978 come “Rettifiche Venete”. Attività portata avanti con il fratello Antonio. La sede in Strada Ovest, l’azienda che diventa presto riferimento nella rettifica, revisione e assistenza di motori e cambi per ogni tipo di veicolo (senza contare l’impegno più recente nei gruppi elettrogeni, cogeneratori, motopompe). Poi, nel segno della continuità, toccherà a Massimo, figlio di Nisio, prendere le redini.

Ma soffermarsi sulla figura di Lenzini significa sfogliare gli album della storia del calcio e ciclismo della Marca. Nisio nasce calciatore, giocando nella “sua” Carbonera. Spesso raccontava di aver calcato l’erba del Tenni a 14 anni per la Coppa Visentin. Un segno del destino, ma sui colori biancocelesti torneremo più avanti. Perché Nisio è anzitutto fondatore del Calcio Carbonera, che presto diventa meta per tantissimi bambini e ragazzi. Ma la vera passione era per il magico mondo delle pedivelle.

Dalle esperienze con gli amatori al Velo Club Biban, che nel 2020 ha tagliato il traguardo dei 50 anni (Nisio presenziò l’anno scorso alle celebrazioni, festa che non si sarebbe perso per nulla al mondo). Socio fondatore, segretario, poi presidente per 14 anni. Una società che, fra Anni Settanta e Ottanta, si gode un’epoca d’oro: dopo gli esordi arriva a coprire tutte le categorie giovanili, inclusi i dilettanti. Guida l’ammiraglia il direttore sportivo Renzo Frassetto e la pagina più bella la scrive il gruppo Juniores, capace di aggiudicarsi il Giro della Basilicata. In quella squadra c’è il compianto Andrea Pinarello, ma pure Paolo Slongo. Sì, lo storico preparatore di Vincenzo Nibali e oggi direttore sportivo alla Trek Segafredo. Il ciclismo lo vive pure sul fronte federale, garantendosi una breve parentesi nel Comitato trevigiano.

Come breve è stata l’avventura nel Treviso Calcio: è l’estate 2013, ennesima operazione di salvataggio per i biancocelesti che vivono anni burrascosi. Salutata la Lega Pro e archiviata la rovinosa gestione Corvezzo, si deve ricominciare dalla Promozione: Valter Frandoli ed Edy Sartori coinvolgono Nisio, ma la sua presidenza dura pochi mesi. Segno del forte legame con Carbonera: negli Anni Novanta fu pure consigliere comunale di minoranza. —

 

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