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San Fior, il gigante sull’area Unesco: «Quella torre di 10 piani si staglia sulle colline»

Italia Nostra chiede chiarimenti sull’edificio che sta sorgendo al Parcofiore. Il sindaco Maset a sua volta perplesso: «Tutto in regola, ma non è pensabile uno sviluppo del genere» 

SAN FIOR (TREVISO). Un grattacielo che sovrasta una villa veneta, vicina alle colline dell’Unesco: la torre in costruzione al Parcofiore fa discutere. Italia Nostra Conegliano chiederà la documentazione che ha portato a quella edificazione. «È chiaro l’impatto visivo», osservano dall’associazione. «La torre si trova in “buffer zone”, sarà da verificare l’iter seguito, non c’è stata attenzione nemmeno per la vicina villa Liccer». La costruzione balza agli occhi nello skyline, contrasta con i vicini colli tra Castello Roganzuolo e Conegliano. Ai piedi si trova invece villa Liccer risalente al XVIII secolo, censita dal catasto napoleonico.

«Svolgeremo delle verifiche puntuali», afferma il presidente dell’associazione Giuliano Mocchi. «Il risultato, anche se nei limiti di legge, è quello che si vede, con mancanza di rispetto del paesaggio. Il privato avrà sfruttato la volumetrie e le possibilità di edificazione, ma poteva essere realizzato qualche piano in meno ed essere meno impattante».


Sono una decina i piani sopraelevati. Al pianterreno ospiterà ristorazione e bar, mentre il resto sarà destinato a uffici. Nei progetti iniziati la torre doveva salire addirittura di 14 piani.

Si prevede una battaglia per la tutela del paesaggio come ai tempi delle “torri verdi” di Conegliano, quando la stessa Italia Nostra promosse una raccolta firme sottoscritta da migliaia di persone. Le torri dei Setteborghi, accanto al Monticano, sono poi rimaste con in cima un grigliato che ostruisce la vista del castello di Conegliano.

A San Fior, il progetto di riqualificazione dell’ex area industriale Sarom era partito nel 2006. Nel 2014 nel progetto fu inserita la possibilità di costruire il grattacielo. Due anni più tardi il permesso di costruire e le proteste dell’ex opposizione in consiglio comunale. Ora i lavori stanno per concludersi. Nel frattempo è cambiata l’amministrazione e il sindaco Giuseppe Maset esprime le perplessità di diversi suoi concittadini.

«Era stato tolto un complesso industriale, ma non è stato creato qualcosa di armonizzato con un paese ancora a prevalenza agricola», osserva Maset. «Il Comune ha fatto del suo meglio, ma una torre così appare impropria in un paese come il nostro: poteva stare in grandi città come Mestre, o Treviso. Sento anch’io tanti commenti, non è più pensabile uno sviluppo in quel senso, si sarebbe dovuto curate le “ferite” fatte sul territorio, non aggiungerne altre. Io sono arrivato che le cose ormai erano fatte, ho cercato di tutelare il giardino e salvare il verde senza ulteriori costruzioni».

Rimane infatti un’area verde di 14 mila metri quadrati di proprietà del Comune, all’interno di villa Liccer, che l’amministrazione comunale ha conservato e intende salvaguardare. «Sistemeremo il giardino della villa per valorizzarlo e farne un “cuore verde” e culturale», spiega il sindaco.

«L’idea è creare di un percorso storico e far rivivere quel luogo, lasciando un polmone verde, portando le scolaresche e creando eventi». La realizzazione del parco commerciale ha portato benefici con opere pubbliche da milioni di euro per il paese. L’ultima sarà una pista ciclabile di collegamento tra San Fior e San Fior di Sotto. E se lo skyline è compromesso per i più, dai piani alti della torre ci sarà chi godrà – privatamente – di un panorama stupendo sulle colline Unesco. —



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