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Montebelluna, trenta ricoveri in un giorno. Dopo Padova è l’ospedale Covid più pieno

Il sindaco Severin: «L’ispezione dice che è tutto regolare». Puppato: «La relazione non c’è e la pressione esiste»

MONTEBELLUNA. Il virus torna a premere sull’ospedale di Montebelluna. Con 158 pazienti accolti nella struttura il San Valentino è il primo nosocomio della Marca per numero di malati Covid ricoverati, sorpassando anche Vittorio Veneto. E allargando lo sguardo al resto della regione: l’ospedale montebellunese è il secondo, dietro solo all’Azienda Ospedaliera di Padova, per numero di degenti contagiati e ospitati nei reparti non critici. La situazione si aggrava di ora in ora: 30 nuovi pazienti sono stati accolti al San Valentino in un solo giorno.

Il sindacato dei medici ospedalieri Anaao non nasconde la preoccupazione. «Stiamo cercando di supportare i colleghi in prima linea, soprattutto internisti, pneumologi e geriatri» dice Pasquale Santoriello, segretario trevigiano Anaao «per ora stiamo tenendo in equilibrio il sistema di cure e assistenza ma le cose stanno peggiorando».

La denuncia

In questa seconda ondata pandemica il San Valentino ha vissuto parecchie giornate di passione sul fronte dei ricoveri. Proprio per questa ragione, lo scorso 17 dicembre, gli ispettori inviati dal Ministero della Salute passarono al setaccio reparti, obitorio e documentazione per capire la reale situazione in cui versava l'ospedale montebellunese, chiamato a far fronte all'emergenza Covid in un territorio con oltre 250 mila abitanti, colpito pesantemente dalla seconda tornata del coronavirus e chiamato a rivolgersi al San Valentino, dato che l’ospedale di Castelfranco è stato lasciato Covid-free per garantire i pazienti oncologici dello Iov.

«Denunciammo la situazione critica del San Valentino» ricorda la ex senatrice Laura Puppato «abbiamo raccolto il grido di dolore del personale sanitario e acceso una luce su quel che stava accadendo». L’esponente del Pd riavvolge il nastro e rimette in fila i segnali preoccupanti arrivati dal San Valentino tra novembre e dicembre: le lettere interne inviate dalla Pneumologia e dalla Medicina alla direzione dell’Usl 2 segnalando di essere sottorganico, la sessantina di operatori contagiati e costretti ad abbandonare la corsia, lo screening sul territorio per cercare di comprendere perché nell’Asolano l’indice di contagio fosse il più alto della provincia, e poi la richiesta dei sindacati di settore alla Regione di fare la zona rossa.

La diatriba

«L’esito dell’ispezione ministeriale all’ospedale San Valentino non lascia dubbi: tutto regolare». L’annuncio del sindaco Elzo Severin segue le rassicurazioni fornite dal presidente Zaia. «Gli ispettori hanno rilevato la correttezza gestionale all’interno dell’ospedale e riscontrato che vi era un ulteriore posto libero di terapia intensiva. Quindi nessuna situazione fuori controllo». Ma la ex senatrice Puppato risponde: «La relazione dell’ispezione non c’è. Sono basita».

La vicenda del nosocomio montebellunese si conferma terreno di scontro politico. «Nessuno ha mai parlato di irregolarità» prosegue Puppato «noi abbiamo semplicemente fornito le prove di quel che stava accadendo. Il sindaco Severin smentisce se stesso, abbia almeno un briciolo di onestà intellettuale». Al vaglio degli ispettori era finito anche l’obitorio sovraccarico con le bare portate altrove. «Nessuna analogia possibile con la situazione di Bergamo» ribatte il sindaco Severin «i feretri erano spostati dall’obitorio alla cappella della chiesa del cimitero per rispettare le richieste delle famiglie di organizzare secondo i propri tempi i funerali dei loro cari».

La situazione in concomitanza con l’avvento degli ispettori pareva gradualmente rientrata nella norma, i ricoveri erano diminuiti. «L’ispezione è stata annunciata tre giorni prima, tre giorni provvidenziali oserei dire» ricorda Puppato. Per Severin la chiave di lettura è un’altra: «La grande domanda è: chi ha messo in giro l’idea che il nostro ospedale non fosse all’altezza e stesse naufragando quando invece tutti coloro che ci lavorano all’interno stanno dando l’anima per far fronte da un lato all’emergenza Covid e dall’altro dare comunque una risposta alle ordinarie esigenze?».

La direzione dell’Usl di Marca si era data da fare per tamponare con personale di supporto e un accordo con lo Iov per abbattere la lista d’attesa degli interventi ortopedici. Ma la pandemia non allenta e ieri la nuova impennata di ricoveri ha rimesso tutti sull’attenti. —


 

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