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Treviso, contagi da zona rossa e altri 19 decessi

L’incidenza settimanale è di 468 casi ogni 100 mila abitanti, più di dieci volte rispetto ai limiti “di sicurezza” fissati dall’Iss

TREVISO. Se fosse valida la norma sui 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti, Treviso sarebbe in zona rossa da metà ottobre. Il nuovo indicatore è stato invece messo in discussione nelle ultime ore, e probabilmente non sarà preso in considerazione nella scelta delle nuove fasce di colore per le regioni. Ma è significativo di quanto, in provincia di Treviso, i contagi siano aumentati a partire dall’autunno. Il ministero ha affermato di considerare l’epidemia “sotto controllo” quando l’incidenza è di 50 casi su 100 mila abitanti: ebbene, per trovare un valore del genere in provincia di Treviso bisogna tornare a fine estate. Ora viaggiamo sui 468 casi ogni 100 mila abitanti, e il trend è in diminuzione da un paio di settimane, perché al momento del picco (13-19 dicembre) i casi erano 662 per 100 mila. Non è ancora chiaro quale parametro sarà preso in considerazione, ma in ogni caso la Marca avrà molto lavoro da fare per riportare la quota di nuovi casi all’interno di un perimetro accettabile.

Il bollettino


Per evitare quantomeno la fascia peggiore di rischio servirebbe tenere i contagi sotto i 300 al giorno. Da novembre a oggi, è successo soltanto due volte. Non nella giornata di ieri, che in provincia di Treviso ha registrato 524 nuovi positivi, portando il totale dall’inizio dell’epidemia a sfiorare quota 57 mila (incidenza sulla popolazione del 6,45%, la seconda peggiore in Italia). Contagi che si traducono, inevitabilmente, in ricoveri e decessi: 19 lutti nella giornata di ieri, uno dei valori più alti dell’ultimo periodo, in totale sono 1.095 da febbraio a oggi. Il numero degli attualmente positivi, invece, è tornato saldamente sotto quota 10 mila, grazie all’elevata quota di guarigioni che compensa i nuovi contagi. L’Usl 2 ha detto di sperare nella zona arancione per abbattere definitivamente la curva.

La situazione ricoveri

L’andamento dei posti letto occupati è quantomai variabile. Dopo l’impennata di ricoveri domenica, ieri un calo significativo: 11 in meno, di cui uno in terapia intensiva. Gli ospedali rimangono sotto pressione: i posti letto occupati in area non critica da pazienti Covid sono 483 su una dotazione di 635, il tasso di occupazione è quindi del 76 per cento. Il valore più alto a Montebelluna, con 122 ricoveri più altri 6 in terapia intensiva. —



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