Addio alla Bottega del Colore, storica azienda di Fiera

Fondata nel 1947 era gestita da sempre dalla famiglia Gaion. «Un dolore». Era un punto di riferimento per imprese e privati ma soffriva dal 2020

TREVISO. Il 2021 è cominciato con l’abbassarsi di una di quelle serrande che fanno rumore; rimbombano perché portano con sé un pezzo di storia dell’artigianato e dell’impresa trevigiana, e un pezzo di vita di un quartiere e una città intera.

La “Bottega del colore” da ora fa parte del passato dopo la bellezza di 73 anni di attività familiare cresciuta passo dopo passo, sviluppandosi da semplice colorificio di borgata a fornitore di imprese. Uno dei tanti esempi di una economica che rinasceva dalle ceneri della guerra e delle bombe su Treviso, una piccola impresa familiare che si è fatta strada a suon di sacrifici costruendosi e consolidandosi nei decenni.


Dietro il banco della “Bottega del colore” sempre la famiglia Gaion, che ha gestito l’impresa dall’inizio e l’ha vista crescere in dimensione e prospettive. «Ho fatto tutto il possibile» dice affranta Maria Cristina Gaion, che ha guidato il colorificio negli ultimi anni e da anni presidente amato dell’Anffas di Treviso, associazione di genitori e familiari di persone con disabilità, «ma abbiamo dovuto fermarci». Una sofferenza perché l’azienda, di famiglia, era diventata essa stessa una famiglia allargandosi ai dipendenti.

Il futuro? Ora in mano al curatore, mentre i furgoni marchiati Coveol restano parcheggiati davanti alle serrande abbassate dei magazzini di Fiera, ancora pieni di latte di colori.

Coveol, così si chiamava ufficialmente la “Bottega del Colore” di via Zalivani, una villetta-magazzino che non poteva passare inosservata per il suo rosso vivacissimo. Ultimamente la società aveva cambiato nominativo rinominandosi Alba Srl, ma guai a chi pensasse di ritoccare o modificare l’insegna sgargiante che troneggia sopra l’ingresso della sede del quartiere di Fiera dove il telefono squilla a vuoto.

Tanti i fattori che hanno portato alla chiusura dell’azienda: concorrenze delle grandi catene, l’altalenare dell’edilizia, perfino il Covid che ha dato forse il colpo finale fermando cantieri e piccoli acquisti che facevano da sempre una delle specificità della “Bottega del Colore”. Perché era una azienda certo, ma manteneva il carattere del banco di quartiere.

La prima avvisaglia della difficoltà nel luglio scorso, quando si era decisa la chiusura dell’avanposto commerciale al dettaglio: il Colormaket sul Terraglio, 40 anni di attività tra secchi di vernice per tinture casalinghe, prodotti specifici per l’edilizia, ma anche colori per dipingere ad olio o acrilico, prodotti per il legno, l’hobbistica e quant’altro. Un piccolo mondo per artigiani e residenti. L’azienda, che prima aveva aperto una piccola filiale nel bellunese, ha concentrato l’attività a Fiera e indirizzato lì tutti i clienti puntando sui servizi all’impresa. Ma a quanto pare non è bastato.

IL 12 gennaio l’ufficializzazione della conclusione dell’attività. Una pesante perdita per Treviso che in questo inizio anno teme di dover fare conti (pesanti) con gli effetti della crisi sanitaria.—


 

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