Luciano Giudici, insegnò ai ragazzi trevigiani ad amare l’arte

Luciano Giudici, noto architetto e insegnante di arte trevigiano

Di professione architetto, era stato professore di arte in diverse scuole della Marca. Era ricoverato al Ca’ Foncello dove si è spento il 5 gennaio

TREVISO. Lutto nel mondo dell’insegnamento e della cultura della provincia di Treviso. Si è spento la vigilia dell’Epifania, all’ospedale Ca’Foncello, l’architetto Luciano Giudici, noto insegnante d’arte in alcuni istituti della Marca. Aveva 80 anni.

È una grave perdita per la città di Treviso, dove l’uomo e il professionista erano ricordati e apprezzati. Luciano Giudici lascia nel dolore i figli Mattia e Joram, le nuore Francesca e Miriam, un nipote, e svariati altri parenti. Il nulla osta è stato già consegnato nelle mani dei familiari e i funerali avranno luogo nella giornata di domani, venerdì 8 gennaio, con inizio alle ore 14.15, proprio nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Dopo la celebrazione, secondo quanto stabilito dai figli in accordo con gli altri familiari, Luciano Giudici verrà cremato al vicino crematorio di Santa Bona.


Parlare di Luciano Giudici significa fare un salto nel passato, all’epoca in cui gli architetti fecero grande l’Italia, nel periodo del boom industriale che coincise con quello edilizio: Treviso negli anni Sessanta cambiava volto, anche nello stile. E Giudici è stato un protagonista di quell’epoca, grazie alla sua grande competenza e passione.

Luciano Giudici però univa questa sua vocazione all’architettura, dopo gli studi accademici, anche con il mestiere di insegnante d’arte in alcune scuole della Marca trevigiana, come a Morgano per esempio, dove in molti lo hanno commemorato con emozionanti post sui social.

È stato, a detta di molti, un insegnante particolarmente amato dai ragazzi per le sue capacità artistiche: in tanti lo ricordavano ancora, e ieri la notizia è corsa in fretta in tutta la Marca. Giudici conosceva bene il modo al di fuori della scuola, e quindi assecondava le passioni artistiche dei suoi studenti, incentivando la loro libertà di espressione. Domani, dentro e fuori dalla chiesa di San Bartolomeo, sicuramente qualche lacrima righerà il viso dei suoi vecchi studenti. —



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