Treviso maglia nera in Veneto: altri 18 morti e più di ottocento casi dopo le feste

Il direttore generale dell’Usl Benazzi: «Molti non hanno rispettato le regole, raccogliamo il frutto dei cenoni natalizi»

TREVISO. Non si può chiamare terza ondata perché la seconda, in provincia di Treviso, non è mai finita. Ma l’ulteriore incremento di contagi registrato il 6 gennaio, e le previsioni dell’Usl, lasciano intendere che l’epidemia nella Marca subirà una nuova accelerazione nei prossimi giorni.

Frutto, secondo il direttore generale Francesco Benazzi, anche del rilassamento assunto dai trevigiani durante le festività, quando in molti hanno continuato a incontrarsi nonostante i divieti. Il bollettino di ieri sera è l’ennesima fotografia di una situazione drammatica: nella Marca 18 morti in un giorno (in totale da febbraio sono 1.029) e 805 casi. Due giorni fa era stato il sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, a dirsi preoccupato per l’impennata di richieste di tampone con motivazione: «Ho saputo che un amico che era con me a Capodanno è positivo». E le conseguenze su posti letto occupati e decessi sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti.

I numeri

Con gli ulteriori 805 casi del giorno dell’Epifania la provincia di Treviso si conferma maglia nera in Veneto per numero assoluto di positivi da inizio emergenza: 54.326. La Marca conferma anche di essere la quinta provincia italiana più colpita dal virus dopo Milano, Roma, Napoli e Torino, ma con un’incidenza sulla popolazione di gran lunga superiore rispetto alle metropoli (solo Belluno, in Italia, ha una percentuale superiore di cittadini contagiati). Spaventa il numero delle vittime: 18 ieri, con una media di dodici morti ogni giorno durante le festività natalizie. Volendo cercare dati positivi, c’è il numero dei negativizzati, cioè dei guariti, che ieri per la prima volta supera quota 40 mila: anche questo è un primato in Veneto. Gli ospedali rimangono a livello di galleggiamento, con 573 ricoveri complessivi di cui 47 in terapia intensiva (dato stabile).

Effetto Capodanno

«Dopo il picco di casi registrato nelle giornate successive al Natale, ora sta iniziando il picco collegato all’ultimo dell’anno» afferma il dg Benazzi. Che non è affatto ottimista per il prossimo futuro: «Le persone non hanno rispettato le regole, aspettiamoci picchi di 900 nuovi casi al giorno», il che significherebbe allargare ancora la platea di trevigiani contagiati, al momento uno ogni 16 persone, seconda media più alta d’Italia. I cenoni e i pranzi natalizi hanno accentuato l’emergenza. Mancano certezze, invece, sul fatto che i tanti contagi siano dovuti alla variante inglese o a una delle varianti venete potenzialmente più contagiose evocate dal governatore Luca Zaia giorni fa. Non è ancora chiaro quanto la variante inglese si sia diffusa sul territorio, ma è uno dei temi che gli esperti dell’Usl proveranno a sviscerare nelle prossime settimane. —



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