Aggredì e rapinò in scooter una disabile a Spresiano, arrestato

Pugni, calci e testate per sottrarle 2500 euro. La donna sanguinante era stata ricoverata in ospedale, bandito tradito dalla targa

SPRESIANO. Rapinò una disabile in pieno centro a Spresiano, mentre la donna stava andando a depositare i suoi risparmi nella cassa continua della sua banca. L’aggressione fu piuttosto cruenta tanto che per riuscire a strapparle la busta con all’interno più di 2.500 euro, oltre a schiaffi e pugni, il rapinatore le rifilò con il casco una testata facendola cadere a terra tramortita e sanguinante. Di quella cruenta rapina, che costrinse la donna al ricovero all’ospedale, non s’è mai saputo nulla. Soltanto ora, a distanza di oltre tre mesi, con l’arresto del rapinatore è emerso il grave fatto di cronaca. All’alba di ieri, infatti, il rapinatore, L.D.S., un operaio di 39 anni, residente a Meduno (in provincia di Pordenone), è stato posto agli arresti domiciliari su ordine di custodia cautelare emesso dal gip Piera De Stefani su richiesta del sostituto procuratore Gabriella Cama.

Rapina in pieno giorno


Era il pomeriggio del 1° ottobre scorso quando avvenne la rapina. La donna, una trentenne di Nervesa, arrivò in auto a Spresiano verso le 14 e posteggiò la propria auto nel parcheggio di un negozio di sanitaria in via San Pio X.

Pugni e testate: violenza inaudita

Il rapinatore entrò in azione, proprio quando la donna stava raggiungendo a piedi il suo istituto di credito, la Banca della Marca, in via dei Giuseppini, di fronte al municipio di piazza Rigo, dove avrebbe dovuto depositare i suoi risparmi nella cassa continua. L’uomo, a bordo di uno scooter e con il volto coperto da un casco integrale, aggredì la trentenne, tentando di strapparle la busta con i soldi che teneva in mano. Ma, di fronte all’insolita resistenza della donna, nonostante i calci e i pugni, il rapinatore fu costretto a rifilarle una testata con il casco per riuscire a strapparle i soldi di mano.

Davanti alla banca

L’aggressione avvenne quasi davanti alla banca. Il malvivente pordenonese, che all’epoca era domiciliato in una casa di Arcade, sapeva che le telecamere avrebbero inquadrato il suo motorino e agì qualche metro prima dove l’occhio delle telecamere dell’istituto di credito non lo potevano inquadrare. Scappò in sella allo scooter, facendo presto perdere le sue tracce e lasciando la donna disabile sanguinante a terra. Mentre la vittima veniva portata all’ospedale, scattarono le indagini dei carabinieri della stazione di Spresiano.

Le indagini e l’arresto

Indagini complicate dal fatto che le telecamere dell’istituto di credito non riuscirono a inquadrare l’aggressione. Ma i carabinieri sono comunque riusciti a trovare un fotogramma di un’altra telecamera della zona che immortalò lo scooter in fuga. Dalla targa gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità del rapinatore: lo scooter era intestato a sua madre. I tabulati telefonici del cellulare dell’indagato, inoltre, dimostrano che all’ora della rapina si trovava proprio in centro a Spresiano. Ieri mattina l’arresto su ordine di custodia cautelare emesso dal gip De Stefani. Fissato per i prossimi giorni, l’interrogatorio di garanzia in tribunale. —

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