Contenuto riservato agli abbonati

Il flagello del Covid nell'area di Oderzo e Motta, i sindaci chiedono lo screening di massa

A Fontanelle 81 positivi, l’1,4 per cento della popolazione. Ma anche gli altri centri dell’Opitergino Mottense in sofferenza

ODERZO. L’Opitergino-Mottense flagellato dal Covid, con tassi di positività altissimi, fino al 22 per cento in relazione al numero di tamponi eseguiti. I dati sono impressionanti. La sindaca di Oderzo, Maria Scardellato, lancia il sasso: «Se l’Usl 2 darà l’ok, siamo disponibili a effettuare uno screening di massa sulla popolazione. Ma sarebbe il caso che questo non coinvolgesse solo Oderzo, ma anche tutti i Comuni dell’area di Oderzo e Motta».

È una misura accolta con favore da molti sindaci della zona, costretti a far fronte a un’emergenza che sembra senza fine. Fra i paesi più colpiti c’è Fontanelle, dove sono 81 le persone attualmente positive. Significa che l’1,43% della popolazione in questo momento ha il Covid, contro una media nazionale ferma allo 0, 94%: «Sono preoccupato perché i numeri non calano: l’effetto della zona rossa e arancione di Natale arriverà forse tra una settimana», dice il sindaco Ezio Dan.

Non sono mancate situazioni gravissime: «Ho dovuto mandare i carabinieri a casa di qualche persona positiva che, nonostante questo, girava per il paese. Serve coscienza, invece in troppi sottovalutano la situazione. Lo screening non sarebbe una cattiva idea, ma non è semplice da realizzare».

Anche a San Polo si sono verificati casi di positivi che andavano a fare la spesa: «Lo screening fotografa la situazione, scova i positivi e aiuta il tracciamento, ma a cambiare deve essere la mentalità», dice Nicola Fantuzzi, sindaco di una San Polo che conta 40 positivi pari allo 0,81% dei residenti: «La gente ha meno paura di quanta ne aveva in marzo e si prende troppe libertà. Le persone sono logorate dalla situazione, ma abbiamo avuto positivi asintomatici che giravano per San Polo. Non va affatto bene».

D’accordo con la misura dello screening di massa è anche Giovanni Ministeri, primo cittadino di Cimadolmo che ha 19 positivi (0,55%): «Nella prima ondata abbiamo avuto solo 13 contagi, proprio perché abbiamo realizzato uno screening su tutta la popolazione, individuando e isolando i positivi: lo screening di massa deve essere fatto, e urgentemente, ma chi lo paga? I Comuni non possono sobbarcarsene il costo», sottolinea.

Lo stesso Andrea Manente, sindaco di Ormelle, si dice molto favorevole a un eventuale screening di massa, ma si dice altrettanto preoccupato per i costi: Ormelle si trova con 40 residenti positivi, ai quali si aggiungono 21 ospiti della casa di riposo di Roncadelle. Il rapporto residenti-positivi è all’1,35%, dato che scende allo 0, 89% senza i positivi della rsa. Favorevole allo screening è anche Andrea Susana, il sindaco di Portobuffolè che conta fra i propri residenti un solo caso positivo e due persone in isolamento dopo essere entrate in contatto con un positivo: «Ma bisognerebbe farne più di uno e in breve tempo, in modo che non sfugga nessun positivo», avverte. La proposta di Maria Scardellato è accolta con favore anche a Mansuè, dove il sindaco Leonio Milan fa notare di avere il triplo dei residenti positivi rispetto alle cifre di marzo, ma senza rivelare il dato aggiornato. Favorevole anche Andrea Favaretto, sindaco di Salgareda: «Con lo screening abbiamo individuato una serie di ragazzi positivi e abbiamo isolato le classi». —


 

Video del giorno

Calcio, prima categoria Piemonte: allenatore rifila un pugno all'arbitro in campo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi