Da Roncade a Mestre per comprare la droga. Muore di overdose a 47 anni

La vittima è Davide Bernardi, che già stava lottando da tempo contro la tossicodipendenza. L'hanno trovato accovacciato sotto la pioggia in un angolo  

MESTRE. Il corpo di Davide Bernardi, 47 anni di Roncade, era accovacciato a terra, i vestiti bagnati dall’umidità della notte e accanto aveva una siringa. Chi lo ha scorto, alle 23 di domenica sera, in piazzetta San Francesco a ridosso di un uscio, da lontano lo aveva scambiato per degli stracci ammassati. In realtà l’uomo era morto da qualche ora. E per i sanitari intervenuti sul posto, si tratta di overdose. È la prima overdose mortale dell’anno. Un’overdose di eroina. Non si sa se gialla o della più tradizionale e meno pura che si trova ancora a Mestre.
 
La zona dove è morto è controllata soprattutto da spacciatori africani. E loro sono i pusher che trattano “l’eroina gialla”. Sono presenti sulla piazza a tutte le ore alla faccia delle “zone rosse” o del coprifuoco. Dopo il rinvenimento del cadavere sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti. Terminati i rilievi di rito il cadavere è stato messo a disposizione del pm di turno che dovrà dare l’incarico per l’autopsia. La polizia scientifica dovrà analizzare le tracce di droga, presenti sulla siringa, per stabilire che tipo di eroina ha ucciso l’uomo.
 
La notizia della morte di Bernardi è stata uno shock per l’intera Roncade, il Comune di neanche 15 mila anime in cui l’uomo viveva. In un paese tutto sommato piccolo, la famiglia è ben conosciuta e per questo il suo dolore era il dolore di tutti i roncadesi: «È davvero un grande dispiacere non aver potuto aiutare del tutto Davide Bernardi: so per certo che la famiglia ha provato davvero in tutti i modi ad aiutarlo, senza lasciarlo mai solo. Questa è una tragedia grandissima» sono le parole usate dalla sindaca roncadese Pieranna Zottarelli per descrivere la tristezza che ieri ha avvolto tutto il paese. L’uomo, un operaio, da tempo lottava contro i problemi di tossicodipendenza e stava continuando a lottare contro i suoi mostri.
 
Proprio per riuscire a vincerli era seguito da tempo da una comunità del Trevigiano: «Anche per questo speravamo tutti in una fine diversa» commenta la sindaca. Nessuna parola arriva invece dalla famiglia, distrutta dal dolore: fino all’ultimo hanno tentato di aiutare il loro Davide, senza riuscire però a farlo uscire da quel tunnel che lo ha preso senza mollarlo più. «Sto pensando alla felicità. Ora non posso averla» scriveva qualche tempo fa Bernardi nel proprio profilo Facebook. E poi, ad accompagnare l’ultima foto profilo scelta per i suoi social, la frase che lo rappresentava: «Son poeta, son brav’uomo, senza monete ma con un gran cuore».
 
La sua morte per overdose è la prima dell’anno in Veneto. Nei giorni di Natale a Treviso era morto per un’altra overdose un ragazzo tunisino di 25 anni: dopo aver assunto un mix di droghe in un appartamento di Mansuè, il giovane si era sentito male fino a morire.—
 RIPRODUZIONE RISERVATA
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