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Già vaccinati quasi 3.800 operatori, l’Usl 2 di Treviso è prima in Veneto

Negli ospedali si è superata la soglia del 95 per cento.  Benazzi: «Orgogliosi del risultato, non dobbiamo rallentare» 

TREVISO. Prima in Veneto per numero di vaccinazioni somministrate contro il Covid, la provincia di Treviso incassa e difende il suo primato. Già 3.764 operatori sanitari dell’Usl 2 hanno effettuato l’immunizzazione contro il virus entro domenica sera. Oltre la metà dei professionista ospedalieri – considerando i 6 mila dipendenti coinvolti dall’azienda sanitaria – ha quindi già deciso di proteggersi.

«Siamo molto soddisfatti e orgogliosi dell’adesione che stiamo ottenendo nei nostri nosocomi, superiore al 95%», commenta il direttore generale dell’Usl Francesco Benazzi. La situazione, monitorata dal 27 dicembre al 3 gennaio, restituisce un quadro senza dubbio incoraggiante per il nostro territorio. Su 15.769 iniezioni effettuate in Veneto, 1 ogni 4 è nella Marca.


L’obiettivo che l’Usl 2 si è data è di mille dosi giornaliere, per somministrarne 7 mila a settimana. Al personale sanitario più esposto all’infezione è stata data massima priorità. «Vacciniamo per nove ore al giorno, anche durante le festività» prosegue il dg Benazzi, citando le profilassi effettuate il primo dell’anno, nonché di sabato e domenica al Ca’ Foncello, a Montebelluna e a Vittorio Veneto. «Grazie a una squadra di 25 assistenti sanitari impegnati, riusciamo a garantire una risposta adeguata e a immunizzare rapidamente medici, infermieri e operatori socio sanitari», aggiunge il manager. Domani si proseguirà con gli ospedali di Conegliano, Oderzo e Castelfranco. «Abbiamo concentrato le operazioni in pochi giorni, nei fine settimana e nelle festività, per interferire il meno possibile con le attività di cura e assistenza», spiegano ancora dall’Usl di Marca. La macchina organizzativa è stata studiata nei minimi dettagli, il calendario vaccinale viene seguito fedelmente e tutta la filiera si sta dimostrando pronta e reattiva. All’ospedale di Vittorio Veneto si trova lo stock del siero congelato, la cella frigorifera è predisposta per conservare oltre 30 mila dosi di farmaco Pfizer-Biontech in arrivo da qui a fine gennaio. Il cronoprogramma di distribuzione agli ospedali impiega una flotta di furgoncini per la consegna delle dosi programmate rispettando la catena del freddo. Per facilitare le operazioni, l’Usl 2 ha predisposto un portale in cui il personale sanitario è tenuto a iscriversi alla vaccinazione e gli viene assegnata data e orario di appuntamento.

«Il vaccino viene somministrato nelle sale convegni degli ospedali con un medico vaccinatore che sovrintende le operazioni condotte da due operatori», ricorda Anna Pupo, dirigente del Servizio Igiene e Sanità Pubblica. Fra tre settimane dalla prima inoculazione verrà fissato il richiamo. Solo allora la copertura vaccinale potrà dirsi in grado di schermare dal contagio, la raccomandazione a tutti i sanitari è di continuare a indossare la mascherina e fare estrema attenzione.



C’è poi un altro elemento, impalpabile eppure determinate per il successo di ogni campagna vaccinale: la fede nella scienza. Su quest’ultimo aspetto, l’Usl di Marca si è soffermata con particolare attenzione, predisponendo una campagna di promozione della vaccinazione anti-Covid capace di raggiungere i suoi professionisti. Il direttore sanitario Livio Dalla Barba invita tutti a vaccinarsi, quale dovere etico e morale: «La vaccinazione di massa è l’unica modalità per uscire dall’emergenza Covid evitando anni di pandemia e forse milioni di morti». —


 

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